Gnerre: La bellezza da Platone a oggi. Categoria oggettiva, tra vero e bene
Fu Fëdor Dostoevskij ad affermare, nel suo celebre romanzo “L’idiota” che «La bellezza salverà il mondo». Ma è proprio così? Ed a quali condizioni? A queste domande cerca di rispondere il libro Dove lo sguardo trova quiete - La bellezza come estetica del Vero e del Bene, edito da Fede&Cultura. Ne parliamo con l’autore, il prof. Corrado Gnerre.
Innanzi tutto, cos’è la bellezza?
«Molti credono che non si possa definire la Bellezza. Soprattutto nei nostri tempi, così dominati dal nichilismo, la convinzione più diffusa è che la Bellezza sia una categoria totalmente “soggettiva” e quindi anche “relativa”. Per non parlare del fatto che, nella postmodernità, si è ormai teorizzata la morte della Bellezza. Va ricordato, invece, che la Bellezza è una categoria oggettiva. La metafisica classica, per esempio la buona filosofia antica, ma anche e soprattutto la Scolastica medievale, tengono ad affermare l’oggettività della Bellezza. Il riferimento è all’armonia e alla proporzione...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 26 FEBBRAIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Mauro Faverzani

