

Cultura & Spettacoli
«Don Quichotte, un sognatoreche, alla fine, conquista tutti»
Una scenda del Don Quichotte di Massenet
23 e 25 gennaio al Ponchielli. Brusa: titolo che rappresenta il vero testamento musicale di Massenet
Un titolo poco frequentato che ci consegna il testamento artistico di Jules Massenet: il direttore d’orchestra Jacopo Brusa, stasera, venerdì 23 gennaio alle 20, sul podio del teatro Ponchielli - in replica domenica 25 alle 16 - ci racconta il Don Quichotte di Jules Massenet.
Maestro Brusa, “Don Quichotte” è un titolo poco eseguito. Come nasce la scelta di portarlo in scena e quali differenze vede rispetto alle opere più celebri di Massenet, come “Werther” o “Thaïs”?
«La produzione nasce all’interno del circuito di OperaLombardia, dove ogni teatro è capofila di un progetto che poi circola. In questo caso il capofila era il Teatro Fraschini di Pavia, in un anno particolare, segnato dalle celebrazioni per i cinquecento anni della Battaglia di Pavia. Don Quichotte è stato scelto anche per questo legame simbolico, ma ci siamo subito resi conto che, al di là della ricorrenza, era un titolo inusuale e bellissimo, capace di funzionare bene anche negli altri teatri del circuito».

Dal punto di vista musicale, che posto occupa “Don Quichotte” nella produzione di Massenet?
«Credo che sia il suo vero testamento musicale. Rispetto a Werther o Thaïs, che restano grandi pagine, qui si trova una sorta di compendio di tutta la sua esperienza compositiva e teatrale...
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Stefano Frati