Cultura & Spettacoli

«Così ho inventato il bonus Stradivari»

L’onorevole Raffaello Vignali racconta come ha fatto nascere il provvedimento che porta il nome del grande liutaio cremonese

Un politico appassionato di musica e chitarrista per diletto che si è preso a cuore la causa dei musicisti. Dovrebbe essere la norma, nell’Italia patria dell’Arte e della Musica, invece è un’eccezione. Per questo l’onorevole Raffaello Vignali ha fatto notizia con il suo “Bonus Stradivari”, il provvedimento con il quale il Governo Renzi ha messo sul piatto 15 milioni di euro destinati agli studenti di conservatorio per l’acquisto di uno strumento musicale.
Bolognese trapiantato in Brianza, 53 anni, laureato in filosofia, docente di management e della ricerca pubblica al Politecnico di Milano, Vignali è convinto che con la cultura si possa mangiare, al contrario di molti suoi colleghi politici. Eletto alla Camera dei Deputati nel 2009 nelle liste di Forza Italia, nel 2013 passa nel Nuovo Centro Destra e resta al Governo. E’ lui il padre di questo provvedimento inserito nella legge di Stabilità 2016 destinato a erogare 1.000 euro ciascuno a 15.000 allievi di conservatorio  per l’acquisto di uno strumento.
Onorevole Vignali, se ne rende conto? Il bonus da lei ideato passerà alla storia come il primo vero provvedimento di un Governo italiano a favore dei musicisti nella storia della Repubblica Italiana! Una bella responsabilità...
«Purtroppo me ne rendo conto. Dico “purtroppo” nel senso che trovo incomprensibile la miopia di chi non riconosce che la musica sia un grande patrimonio di questo Paese. Anzi, una parte importante del “made in Italy”, che tutto il mondo ci riconosce come eccellenza assoluta. E non parlo solo della musica in sé».
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Roberto Codazzi
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