

Cultura & Spettacoli
Il libro Immagini e testi: il lato umano del fotogiornalismo. «Scelgo, ogni volta, di evitare dettagli che possano ferire»
Con sguardo rispettoso
Uno degli scatti di Giuli [foto Giuli Barbieri]
Giuli Barbieri: il mio lavoro è per me un’esigenza. A guidarmi è l’etica
Uno sguardo per ogni foto. Incontri fuggevoli, una scia che, al pari dei sogni, rischia di svanire all’alba. «A un certo punto mi sono resa conto che la fotografia, da sola, non mi bastava più... lasciava fuori troppe cose, troppi pensieri, riflessioni: perché l’avevo scattata in quel modo e per raccontare cosa... Non una regola, ma è il mio modo di affrontare la fotografia, compreso quelle che non scatto».
A occhi nudi – Appunti fotografici, silenzi e tutto il resto (Ronca Editore) il suo primo libro, nasce da questa esigenza: pensieri che si fanno largo tra le foto, per rimanere. Bellezza e poesia. Quotidianità e incanto. L’incontro di un momento che diventa storia.
Se c’è una persona che si intende di “Svolte” è proprio lei: Giuli Barbieri, apprezzata fotografa originaria di Persichello. Fotografa, certo, ma anche autrice di canzoni, cantante e, ora, scrittrice. Il suo tratto distintivo è la delicatezza che si riscontra in ogni suo lavoro. E anche un approccio gentile, non di maniera, contagioso tanto da provare a varcare la soglia dei social, attraverso l’esperienza di e-benessere digitale; realtà fondata con alcuni amici, una goccia, certo, ma come ogni goccia può fare la differenza.

Giuli, come nasce “A occhi nudi”?
«Quando viaggio porto sempre con me un taccuino dove annoto ogni emozione; lo faccio affinché quanto sto vivendo non si offuschi e i pensieri scritti, uniti all’immagine, mi riportano a in ogni momento quel preciso istante. Così ho continuato a fare».
C’è un filo conduttore?
«Sì, ma non in senso cronologico benché il libro si apra con la prima fotografia di strada che ho scattato, datata 2012. E’ come se avessi sentito il bisogno di spiegare da dove ero partita per arrivare a fare quello che faccio oggi. Come la prima, anche l’ultima foto rispecchia la parabola temporale: si intitola “Anatra all’arancia” e rimanda a uno spettacolo del Ponchielli con Emilio Solfrizzi e Irene Ferri...
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Carla Parmigiani