

Cultura & Spettacoli
“Claosh”, per attraversare l’abbaglio del flash
Una foto di Pietracupa [foto Gaia Badioni]
Alla Mangano, le foto di Pietracupa. In spirito “underground”
Nel palinsesto espositivo estivo di Cremona, la mostra “Claosh” di Marco Pietracupa alla Galleria Mangano di Cremona, curata da Walter Borghisani, si presenta al pubblico in tutto il suo spirito underground.
Il titolo, un neologismo gergale onomatopeico che oscilla tra chaos e clash , ricorda “il rumore prodotto dal flash che mangia l’ombra” e proietta immediatamente l’osservatore verso un mondo non perfetto, ma pieno di inciampi. La ricerca che il fotografo Marco Pietracupa sviluppa da oltre vent’anni, infatti, è un slalom tra i confini della disciplina, le collaborazioni con importanti riviste internazionali di moda e la costruzione, in parallelo, di un archivio autonomo, radicale, giocoso, impulsivo, di cui la mostra “Claosh” ne presenta uno stralcio.
L’esposizione, composta da una selezione di meno di venti immagini, principalmente di grande formato, non ha un filo narrativo preciso, nel rispetto di quello che è il modus operandi dell’artista, il quale non “lavora troppo” le foto, scatta di getto, sceglie carte lucide per accentuare il flash.
«L’idea è che tutti possano pensare di poter fare questi scatti, anche se non è così», ha dichiarato. Perché, il pensiero che nasce spontaneo al visitatore di fronte al suo cervo mezzo bruciato dalla luce, è quello di andare a recuperare le stampe delle foto scattate in gita scolastica con le prime “compattine” usa e getta per cercare qualcosa che sicuramente gli assomiglia e che è nato per caso, per gioco...
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![[foto Gaia Badioni]](https://mondopadano-naxos-space-250gb.fra1.cdn.digitaloceanspaces.com/mondopadano/import_stories/2026/07/02/internals/5230e476-92c9-4ace-8b14-9a03b29aec4e.jpg)
Gaia Badioni