Il regista cremonese Andrea Negroni gira il suo nuovo corto, "Romance"
«Può sembrare strano ma sono cresciuto in un contesto completamente estraneo al cinema. L’ultimo anno di Liceo, poi, è successo qualcosa di poco decifrabile dal punto di vista razionale: la visione dei film mi coinvolgeva così profondamente che ho cominciato a sentirmi regista ancor prima di provare a farlo». La svolta? «Nel 2014, al secondo anno di università a Bologna, con la visione di Mommy di Xavier Dolan. Con quel film il regista canadese si aggiudica il premio della Giuria al Festival di Cannes e durante la serata di gala dirà alcune parole per me illuminanti: “Niente è impossibile a chi sogna, osa e non si arrende”. Sono un sognatore, spesso calato in una dimensione direi adolescenziale, e quelle parole mi hanno fatto dire: perché non provarci?».
Andrea Negroni, cremonese, classe 1995 è un regista. Nessuna formazione “classica” - «l’anno scorso però ho partecipato a “Fare Cinema”, la residenza ideata da Marco Bellocchio nell’ambito del Bobbio Film Festival, con Francesca Comencini» - , ma una passione smisurata e la convinzione di poter dare forma al proprio mondo interiore grazie a questo mezzo espressivo così potente e completo, scegliendo di «raccontare cose che conosco molto bene».
A inizio 2025 esce il cortometraggio Matèl, opera che tutt’oggi non ha esaurito la sua forza espressiva e narrativa, applaudito ospite di festival Queer in Italia e all’estero: Roma, Torino ma anche Londra e Parigi... «Se me l’aspettavo? Per tutto l’impegno che ci ho messo, me lo auguravo e devo dire che è andata abbastanza bene. La critica più bella? Quando mi si riconosce la sincerità».
Difficile fare film di questi tempi, difficile soprattutto trovare i fondi, «ma sono stato fortunato perché nonostante la mia scarsa frequentazione con questo mondo, mi è capitato di incontrare giovani registi o sceneggiatori che, già affermati, hanno deciso di sostenermi». Collaborazioni che proseguono ancora oggi mentre Andrea è al lavoro per il nuovo corto – dal titolo provvisorio di Romance -: «gireremo a settembre, e se tutto va bene sarà pronto nei primi mesi del prossimo anno». A Romance - che sarà prodotto dalla Compagnia dei Piccoli – è anche legato un interessante progetto artistico: “Piccoli Film Lab”, sostenuto da Lombardia Film Commission e che vede coinvolte alcune studentesse del Liceo artistico “Stradivari”.
Partiamo dalla fine, partiamo da “Romance”...
«Si tratta sempre di un corto che sarà girato interamente a Cremona, la mia città, e in particolare nelle case di ringhiera in via Ghinaglia: una location molto suggestiva con i suoi ballatoi, i cortili... Un mondo a sé, un mondo “di mezzo”, che mi affascinava...».
Un po’ come la realtà giovanile?
«Più che in termini generazionali, l’ho inteso come l’elaborazione in chiave personale di relazioni o di traumi: quel preciso istante in cui qualcosa finisce e inizia qualcosa d’altro. In linea di massima, tendo a una forma anacronistica del racconto...
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Carla Parmigiani

