

Cultura & Spettacoli
Cani meccanici e robot: così il mito anticipa l’AI
L’intelligenza artificiale si fonde con il mito
Fin dall’antichità, l’automa testimonia l’aspirazione dell’uomo a superare i propri limiti
Negli antichi racconti mitologici si narra della presenza di automi in possesso di autonomia motoria e di capacità di comprensione; molto prima dei computer, degli smartphone e dell’intelligenza artificiale (IA) gli autori antichi descrivevano visioni prototeconologiche con dovizia di particolari, al punto che alcuni contemporanei, cultori della materia, affermano che queste visioni non potevano essere frutto di fantasia, ma dovevano ispirarsi a invenzioni vere e proprie.
Gli esempi non mancano; Efesto - forse il più assiduo costruttore di robot dell’antichità - secondo Omero si avvale dell’aiuto di ancelle d’oro che lo sorreggono durante i suoi spostamenti, una descrizione che anticipa il concetto di robot androide.
Alla stessa divinità è attribuita la fabbricazione di cani meccanici posti a guardia del palazzo di Alcinoo, re dei Feaci, che viveva a Scheria (secondo alcuni l’odierna Corfù). Omero inoltre afferma che dall’isola partivano navi completamente automatizzate (non avevano bisogno di nocchiero...
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Giuseppe Pigoli