

Cultura & Spettacoli
Il nuovo libro. Figlia di Filippo Maria Visconti, a cinque anni fu promessa a Francesco Sforza. La tenuta a Corte Madama; il rapporto molto stretto con gli agostiniani
Bianca Maria, tra famiglia e potere
Il convento di Sant'Agostino di Crema
Protagonista, non comprimaria: il ducato di Milano e l’ipotesi della “secessione cremonese”
Dopo la monografia dedicata a Ludovico Maria Sforza, pubblicata nel 2024 da Salerno Editrice, Nadia Covini, associata di Storia medievale alla Statale di Milano, torna nelle librerie con un nuovo volume per lo stesso editore, questa volta dedicato alla madre del “Moro”, Bianca Maria Visconti. Dall’infanzia al matrimonio con Francesco Sforza, dagli anni trascorsi come duchessa di Milano alla difficile vedovanza, Covini ripercorre l’intera vicenda biografica di Bianca Maria soffermandosi su alcuni aspetti che ne illuminano la personalità e il tempo in cui visse: le scelte di devozione e religiosità, sempre strettamente intrecciate alla politica e centrali nella sua esistenza; la rete delle relazioni pubbliche e private; la vita quotidiana alla corte milanese, fra ricevimenti ufficiali e feste, lusso e sfarzo, svaghi in campagna, cacce e danze. Fino agli ultimi anni, segnati dal rapporto sempre più difficile con il figlio Galeazzo Maria e conclusi da una morte improvvisa e inattesa. Ne emerge il ritratto di una donna piena di energia, curiosità e gioia di vivere.
Per i lettori cremaschi, una nuova biografia di Bianca Maria Visconti presenta poi un motivo d’interesse ulteriore. La prima biografia moderna della duchessa si deve infatti alla contessa cremasca Winifred Terni de Gregorj (1889-1961), che nel 1940 pubblicò Bianca Maria Visconti duchessa di Milano , volume poi ristampato nel 1999.
Gli studi dedicati alla presenza femminile nella storia hanno ormai superato la fase in cui era quasi d’obbligo denunciare, con una certa ripetitività, il disinteresse della storiografia tradizionale per le donne. Molta strada è stata fatta e oggi è possibile interrogarsi con maggiore serenità sul loro ruolo effettivo e sull’incidenza che ebbero nella società e nella politica del loro tempo. Perché a fare la storia degli Stati italiani del tardo Medioevo non furono soltanto signori e principi: accanto a loro agirono consorti, figlie e sorelle, assumendo responsabilità e svolgendo attività capaci di incidere profondamente sugli equilibri politici e sociali.
Il caso di Bianca Maria è, sotto questo aspetto, esemplare. Il suo ruolo fu decisivo nella storia del ducato milanese, nel passaggio dai Visconti agli Sforza. Al centro della sua biografia sta naturalmente il matrimonio con Francesco Sforza, il celebre condottiero per il quale quell’unione rappresentò un passaggio determinante nella straordinaria scalata che lo avrebbe condotto al titolo di duca di Milano. Ma Bianca Maria non rimase mai in secondo piano nella vita politica e sociale milanese. Figlia riconosciuta e legittimata del duca Filippo Maria Visconti, moglie dal 1441 di uno dei più valorosi e fortunati condottieri del tempo, madre di otto figli – oltre ad altri due perduti – e infine duchessa di Milano, fu sempre protagonista, e mai semplice comprimaria, della propria storia.
FIGLIA DI FILIPPO MARIA
Bianca Maria era nata nel 1425 dall’unione di Filippo Maria Visconti con una giovane amante milanese di nobili origini, Agnese del Maino. Il duca, uomo dal carattere difficile, scontroso e sospettoso, volle riconoscere e legittimare la sua unica figlia: certamente per ragioni politiche, ma forse...
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Nicolò Dino Premi