Verso il 2 giugno. Medico (curò anche Garibaldi) e patriota: amore per la cultura e fiducia nel progresso
Agostino Bertani nasce a Milano, da famiglia anti austriaca. Frequenta il Collegio Borromeo e la facoltà di medicina e chirurgia a Pavia. Sveglio, intelligente, di ottimo profitto, gira l’Europa per migliorarsi sulla chirurgia. Frequenta Carlo Cattaneo, del quale condivide pacatezza e razionalità. Rifugge dalle congiure e ipotizza un Risorgimento come frutto di crescita civile, tecnica e culturale.

L’AZIONE PATRIOTTICA
Nel marzo del 1848, sulle barricate milanesi, convince Cattaneo ad assumere il comando del Consiglio di Guerra. Incaricato della cura dei feriti e della sanità cittadina, dopo la resa austriaca è direttore dell’Ospedale Sant’Ambrogio: mancano attrezzature e personale, aumentano i feriti ed i malati: in due settimane Bertani riorganizza tutto. Egli stesso si adopera in operazioni ed amputazioni, anche nell’ambulatorio in casa sua.
TRA REPUBBLICA E MONARCHIA
Il problema istituzionale lo assilla: lo scopo finale è la Repubblica, ma ne accetterebbe il sacrificio temporaneo per un’Italia unita, anche sotto il Re. Nel 1848 scrive: “Ogni paese può vivere libero e sicuro; anche un re, se un re si vuole,(…) è benefico se buono; con tali garanzie, chi dovrà far sagrifici li farà di buon animo, pensando che assicura la vita e la libertà, che concilia gli affetti di una forte e generosa nazione”...
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Anselmo Gusperti

