

Cultura & Spettacoli
Figura poco nota. Su di lui non si hanno che scarsissime testimonianze. La fonte essenziale alla quale fare riferimento è Guglielmo di Rubruck; il viaggio fu affrontato dai due confratelli con vero spirito missionario
Bartolomeo da Cremona a Karakorum
Guglielmo e Bartolomeo nella miniatura dell'incipit dell'Itinerarium
Frate francescano, nel 1253 partì in missione. Provato dal freddo e dalla fame, non fece più ritorno
Il mondo occidentale del XII-XIII secolo è dominato dal mito dell’Oriente mirabilis , delle lontane terre dell’Asia che nell’immaginario europeo rappresentavano tutto quanto appariva “altro”, diverso, suscitando il naturale desiderio di conoscenza e di confronto con luoghi, climi, civiltà e usanze completamente ignoti. Mercanti e missionari cristiani furono i primi a esplorare l’Asia, con intenti ovviamente diversi, ma che trovavano un punto di collegamento nel fatto che le testimonianze e i resoconti di entrambi permisero l’arrivo in Europa delle prime notizie sul mondo orientale derivate dall’osservazione diretta della realtà, della quale questi uomini seppero cogliere gli aspetti più affascinanti: la ricchezza e l’opulenza, la grandiosità di spazi, paesaggi e opere architettoniche, senza trascurare quel patrimonio di elementi fantasiosi e favolosi capaci di stupire e meravigliare il mondo europeo, nel quale non era possibile trovare l’eguale. L’Oriente come terra di portenti e meraviglie, ma anche di terribili mostruosità, attrattivo e al contempo inquietante, specie per il timore originato dal pericolo per l’Europa dell’espansione dei feroci Mongoli, dei quali nulla si conosceva, ciò che pregiudicava ogni tentativo di trovare il modo di contrastarne l’avanzata. La volontà di raccogliere informazioni precise spinse alcuni sovrani europei a inviare missionari, perlopiù francescani e domenicani, per esplorare i territori orientali e illustrarne la realtà in relazioni nelle quali poco o nullo spazio era lasciato all’invenzione e all’immaginazione fantastica, a vantaggio di una registrazione fedele di tutto quanto incontrato.
IN MISSIONE
A causa della scarsa diffusione di questi testi, pochi sono a conoscenza del fatto che un cremonese partecipò a una di queste missioni ad Tartaros : un certo Bartolomeo da Cremona, frate francescano, del quale provo a tracciare un ritratto sulla base delle scarsissime testimonianze che su di lui è possibile rinvenire. La fonte essenziale alla quale fare riferimento è Guglielmo di Rubruck, lui pure francescano, che nel 1253 partì per le terre orientali incaricato dal re di Francia Luigi IX di una missione tesa sia a stabilire un’amichevole relazione con il Khan, sia a convertire al cristianesimo le popolazioni asiatiche. Il Re aveva altresì incaricato il francescano di scrivere un resoconto su tutto quanto avesse osservato, chiarendoci che non era stato il solo fine religioso a motivare la spedizione, ma anche, e soprattutto, il fine politico. Dei rapporti personali e delle innumerevoli informazioni sociali e naturalistiche raccolte è testimonianza l’ Itinerarium di Fra Guglielmo...

Emanuela Zanesi