

Cultura & Spettacoli
Artisti paladini del "radical chic". John Lennon fu il primo
John Lennon e Paul McCartney nel 1964
Una strategia che nel corso del tempo ha pagato ed è attuale ancora oggi
Tra i Beatles e i Rolling Stones ho sempre preferito i Fab Four: più innovativi e rivoluzionari, sul piano musicale, benché il rock più spinto delle Pietre Rotolanti e il loro zompettare sul palco abbia spesso fatto pensare il contrario. E nell’eterno derby interno tra Paul McCartney e John Lennon ho sempre tifato per il primo, più talentuoso e preparato sul piano musicale, benché la maggior parte delle persone abbia pensato l’opposto e c’è da chiedersi il perché. Di sicuro l’assassinio del chitarrista ha contribuito ad alimentarne la leggenda, e già in vita i suoi comportamenti alternativi, il mènage con Yoko Ono e il suo attivismo politico avevano trasformato Lennon in una sorta di icona del pubblico radical chic , tanto da fargli prendere l’appellativo The Smart Beatle , il Beatle intelligente. Io che guardo alla sostanza, ho sempre ammirato Sir Paul per la sua capacità di approfondire, studiare e cercare nuove strade musicali nonostante a 28 anni, con lo scioglimento dei Beatles, avesse già fatto la storia. Encomiabili, per esempio, le sue ambiziose incursioni nel campo della cosiddetta musica colta negli anni ‘90, con la composizione di un Oratorio per coro e orchestra in occasione dei 150 anni della Royal Liverpool Philharmonic Society, l’opera Standing Stone commisionatagli dalla EMI in occasione del proprio centenario, lavori per quartetto d’archi e per orchestra registrati con la London Symphony Orchestra, la cantata Ecce Cor Meum pubblicata nel 2006...
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Roberto Codazzi