

Cultura & Spettacoli
Artista di rilievo nella Cremona di inizio Seicento
Pietro Martire Neri, “Guarigione cieco nato”
Pietro Martire Neri. Fino all’8 marzo, la mostra alla Pinacoteca di Cremona. Tra restauri e recuperi
In una Cremona di fine Cinquecento sono pochi gli autori di forte risonanza che lavorano in città e diventano punto di riferimento per il panorama artistico extra locale. Dopo lo splendore degli anni della Riforma e Controriforma, in cui il linguaggio artistico evolve rapidamente e si pone in discussione con i dettami della Chiesa, alla fine del secolo sembra che le energie comunicative dell’arte si siano affievolite e rallentino notevolmente la fama della città in un contesto geografico più ampio. Alcuni grandi del momento si trovano costretti a cercare nuovi committenti altrove, mentre chi resta consegna lavori di buona qualità, certo, ma senza trovare quella forza innovativa e straordinaria che vivacizza il contesto pittorico. In questo contesto restano comunque nomi di rilievo che continuano a lavorare fra modelli classici e una certa libertà nell’esecuzione che mantengono comunque accesa la discussione nell’ambito artistico. Pietro Martire Neri si inserisce in questo panorama locale, contribuisce a mantenere comunque alto il livello pittorico, portando anche alcune novità stilistiche provenienti soprattutto da Mantova, dove approfondisce la sua formazione nella bottega di Domenico Fetti, da cui coglie una forte spinta verso il realismo di personaggi e scenari ed un progressivo e ormai consolidato incupimento della tavolozza...
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Elena Poli