Cultura & Spettacoli

Le sculture in terracotta a Crema e dintorni

Seconda parte del nostro viaggio alla scoperta delle opere fittili quattro-cinquecentesche

Sul numero del 24 giugno scorso ci siamo occupati della rinascita della scultura in terracotta all’inizio del Quattrocento e della sua diffusione in Nord Italia. Abbiamo poi esaminato le opere presenti sul territorio cremonese di uno dei suoi principali protagonisti, Rinaldo de Staulis. Il secondo itinerario turistico alla scoperta delle principali sculture fittili quattro-cinquecentesche ci porterà a Crema e dintorni.
Anche prima della dedizione alla Repubblica di Venezia, avvenuta nel 1449 - che sancirà l’appartenenza del Cremasco a un altro stato rispetto a Cremona, parte del Ducato di Milano - il linguaggio figurativo parlato nelle due città sembra assai differente. Nel Cremasco, infatti, non troviamo opere di Rinaldo de Staulis, se non alcuni frammenti erratici conservati al Museo Civico di Crema e del Cremasco e uno murato sopra il portone che dà accesso all’ex convento delle Ancelle della Carità (via Cesare Battisti, 2) di cui si ignora la provenienza. Sono, invece, attivi almeno quattro plasticatori, due - Giovanni e Agostino de Fondulis - noti con nome e cognome, gli altri identificati con l’etichetta convenzionale di “maestro degli angeli cantori” e “maestro della Madonna del topo”.
MAESTRO DEGLI ANGELI
CANTORI (ATTIVO TRA IL 1440 CIRCA E IL 1460 CIRCA)
Si tratta di un coroplasta, cioè un modellatore di argilla, di cui non è nota l’identità anagrafica, ma che trae il nome convenzionale con cui è noto, da un gruppo raffigurante un coro angelico presente al Louvre. La maggior parte delle opere a lui attribuite si trova decontestualizzata in vari musei: oltre al Musée du Louvre a Parigi, Bode-Museum di Berlino, Victoria and Albert Museum di Londra, Musée des Beaux-Arts di Lione, Museo del Castello Sforzesco di Milano e Museo di Santa Giulia a Brescia....
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Matteo Facchi
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