Il rapporto tra Chiesa e mondo nel libro di Trabucco dedicato a Pio X
Il richiamo al passato appare lo spunto per poter comprendere meglio il presente: è a questa conclusione che si giunge, leggendo il libro San Pio X – Il Papa che condannò il modernismo , recentemente pubblicato dalle Edizioni Il Cerchio. L’autore, Daniele Trabucco, è docente di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, visiting professor in Diritto Costituzionale presso l’Universidade Europeia di Lisbona e Dottore di Ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università degli Studi di Padova.
Lei afferma di aver scritto questo libro non tanto per fare un’opera di archeologia nostalgica, bensì per cercare di capire il Neomodernismo contemporaneo. A quali conclusioni è giunto?
«Il Neomodernismo contemporaneo - sorto dalla progressiva crisi della metafisica dell’essere e dall’assunzione di categorie immanentistiche nella riflessione teologica già nel periodo preconciliare e sviluppatosi poi, in forme più diffuse e pervasive, nel post-Concilio - non si limita a incidere sul dogma considerato in senso stretto, né opera sempre attraverso una negazione esplicita delle verità rivelate. Esso tende piuttosto a toccare la dottrina, la morale, la liturgia, la concezione dell’autorità, l’antropologia teologica e la stessa autocoscienza della Chiesa.
È più subdolo rispetto al Modernismo storico, poiché quest’ultimo presentava ancora una configurazione teorica riconoscibile, nella quale agnosticismo, immanentismo religioso, evoluzione del dogma e riduzione della fede a sentimento potevano essere individuati come elementi di una medesima deviazione. Il Neomodernismo, invece, sembra procedere mediante...
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Mauro Faverzani

