E' scomparso a 83 anni uno degli autori cremonesi che più ha segnato la storia artistica del contemporanea
Giuseppe Castellani, il “pittore delle Alpi” ci ha lasciato. Da un paio d’anni non allestiva più le consuete mostre estive tra quelle montagne che lui amava, ma preferiva restare nell’atelier di via Pippia 18 tra quei grandi quadri da cui non ha voluto mai distaccarsi, tra cui quell’ineffabile “Omaggio a Bach” che mi ha sempre tolto il fiato. Lo si vedeva allora uscire ogni mattina nel consueto completo gessato, con l’inseparabile cartella sotto il braccio, elegante nel suo passo veloce, cortese e discreto con tutti, sfoggiando un sorriso semplice e sincero quando ti incontrava. Una mostra da raccontare, un quadro appena finito durante la notte, nel raccoglimento del suo studio, avvolto nella sua musica, nella penombra. Perchè la sua luce rarefatta, scomposta in mille sfaccettature e poi ricomposta, da sola illuminava più qualsiasi sole e luna piena. Era il pittore della notte, Giuseppe Castellani. Nella notte riusciva a rendere quella luce assoluta che il giorno, con la sua protervia, offusca. A riordinare in pure linee geometriche la realtà scomposta, frastornata della vita. E pittore della musica, che trasporta sulla tela la forza di una “Sinfonia delle alpi” straussiana, che plasma una cresta rocciosa ad ansa di violino. E pittore del silenzio, del mistero, dell’uomo nella sua solitudine di fronte al Creato.
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Fabrizio Loffi

