Recursions. Soungwen Chung: mano umana e sistemi robotici in dialogo
Abbiamo sempre sostenuto la tesi che l’Arte sia figlia del tempo entro il quale viene prodotta e che, di conseguenza, non possa prescindere dalle contaminazioni del tessuto sociale a 360° entro il quale l’artista vive ed entro il quale essa stessa viene prodotta. Rapportando questo pensiero ai nostri giorni non è quindi possibile fare a meno di chiedersi se in quale modo, e quindi in che misura, l’Intelligenza Artificiale abbia stretto dei contatti più o meno diretti con l’arte del nostro tempo. È ormai un fatto risaputo che le innovazioni tecnologiche riguardanti la vita quotidiana vengano guardate di buon occhio dagli artisti. In tal senso potremmo nominare l’utilizzo da parte di Fontana della luce a neon, o ancora l’avvento dell’Optical Art. La comparsa e la presenza sempre più costante dell’Intelligenza Artificiale ha spalancato un nuovo capitolo, sollevando non pochi interrogativi relativamente al futuro della creatività e al ruolo dell’artista. Alla luce di quanto detto, potremmo quindi sostenere che la strada più ragionevole da seguire sia quella in cui l’artista riconosca consapevolmente questa presenza e contestualmente ne accolga il cambiamento, non come una minaccia ma piuttosto come un eventuale nuovo territorio di sperimentazione...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 30 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Alessia Cambiati

