

Cultura & Spettacoli
Amarcord Quella volta che... il “Mondo” si fece espellere per andare a un concerto degli Stones
Ai Mondiali, Ronaldo e Modric come Mozart e Beethoven
“Parallelismo” sempre attuale. E per Trapattoni chi ascolta musica, gioca meglio
“Mozart contro Beethoven”, così titolava un articolo comparso su Repubblica lo scorso 3 luglio che ha suscitato immediatamente la mia curiosità, pensando si trattasse dell’ennesimo saggio per capire – da chissà quale prospettiva – quale fosse il migliore tra gli Dèi della Musica. Invece era una intelligente analisi di Maurizio Crosetti prima della partita Portogallo-Croazia, dove il noto giornalista paragonava Ronaldo ad Amadeus e Modric al Titano, allargando il discorso al parallelismo tra calcio e musica. Una similitudine tutt’altro che ardita, visto che un vero e proprio suono è quello emesso dal pallone di cuoio quando viene colpito ad arte, tant’è che sovente i campioni del soccer – di ieri e di oggi – sono stati accostati ai campioni della musica, o delle varie espressioni artistiche, con Maradona paragonato allo stesso Mozart e Del Piero al pittore Pinturicchio. Con un inno inizia di solito una partita di calcio. Inni composti ad hoc per squadre di calcio e in qualche caso diventati brani di successo anche al di fuori della funzione originaria, oppure canzoni famose prese a prestito da un club o da una nazionale, fino a diventarne il vessillo sonoro. Canzoni cantante in coro sugli spalti, come la popolarissima Seven Nation Army della band The White Stripes che dalla vittoria dei mondiali del 2006 è diventato l’accompagnamento agli azzurri della nazionale italiana a suon di “Po popopo po po po”...
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Roberto Codazzi