Attualità
Venerdì 5 giugno, a Santa Monica

Antidoto contro la paura

I 212 anni dell'Arma dei Carabinieri

Venerdì 5 giugno, nella splendida cornice offerta dal Campus Santa Monica della Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, alla presenza delle autorità civili e militari e di una rappresentanza di scolaresche del capoluogo, si è svolta la celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, con una cerimonia militare organizzata dal Comando Provinciale Carabinieri di Cremona.
Celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Santa Monica
Celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Santa Monica
L’Istituzione celebra ogni anno il proprio anniversario nella data del 5 giugno per ricordare il giorno in cui la Bandiera dell’Arma venne insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, concessa, nel corso di una cerimonia svoltasi il 5 giugno 1920, per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima Guerra Mondiale.
Celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Santa Monica
Celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Santa Monica
Da 212 anni i Carabinieri sono al servizio dei cittadini con una struttura organizzativa complessa, per aderire alle molteplici esigenze delle diverse realtà ed ai mutamenti sociali, culturali ed economici, che vede nella Stazione Carabinieri il presidio di base diffuso nel territorio.
Il modello organizzativo dell’Arma ha da sempre il suo fondamento nelle Stazioni che, con la loro diffusione capillare, esaltano la capacità di conoscere il territorio, interpretarne le esigenze e le aspettative, adottare iniziative aderenti e tempestive. Protagonisti della relazione con la comunità sono i Comandanti di Stazione, espressione concreta della prossimità e della vicinanza alle comunità, a cui è richiesto ogni giorno di moltiplicare la capacità operativa delle donne e degli uomini loro affidati con l’esempio, con responsabilità, con sensibilità, per rivolgere gli sforzi di ciascuno alla realizzazione del bene comune e fornire una risposta qualificata, competente e dalla quale non è possibile sottrarsi, in nome di quel ineguagliabile legame etico – istituzionale che annoda l’Arma, da oltre duecento anni, alla storia dell’Italia e degli italiani...
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PROLUSIONE DEL COLONNELLO PAOLO SAMBATARO, COMANDANTE PROVINCIALE CARABINIERI DI CREMONAIl mio riconoscente benvenuto alle Autorità e agli Ospiti qui convenuti per celebrare il 212° Annuale di Fondazione dell’Istituzione nonché ai cittadini che stanno seguendo la diretta televisiva sull’emittente CR1, il cui Direttore Simone Arrighi desidero ringraziare per la disponibilità accordata. La mia sincera gratitudine agli Ingegneri Angelo Manfredini e Matteo Burgazzoli, Direttore e Vice Direttore del Campus di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per aver consentito lo svolgimento dell’odierna cerimonia in questo luogo di cultura e pregevoli fattezze architettoniche.    Rivolgo il deferente saluto ai Gonfaloni del Comune e della Provincia di Cremona nonché ai Labari delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Istituto del Nastro Azzurro e delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, preziose testimonianze di edificante dedizione alla Patria e oblativo impegno sociale, resi alla comunità ben oltre il termine del servizio attivo. L’ideale, commosso abbraccio giunga alle Vedove e agli Orfani dei nostri Caduti, ben consapevole che il nostro affetto potrà lenire ma mai cancellare il dolore per la perdita dei loro Cari. Un pensiero di forte vicinanza e sostegno ai Carabinieri del Comando Provinciale di Cremona impegnati nella dimensione privata a combattere delicate sfide per loro stessi o i loro congiunti, sicuro che la tempra e la perseveranza che li contraddistinguono nel servizio permetteranno loro di uscire vincitori anche dalla malattia e dalle avversità.  Non ultimi, saluto e ringrazio i rappresentanti delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, costantemente impegnati con l’obiettivo di coniugare la tutela del benessere delle Donne e degli Uomini dell’Istituzione con l’esigenza di tendere a garantire i massimi livelli di efficienza operativa.Ognuno dei presenti ha ricevuto in dono una pregiata riproduzione del Frontespizio delle Regie Patenti del 1814, realizzata dal Museo della Stampa di Soncino con i torchi ottocenteschi utilizzati per il procedimento di stampa a caratteri mobili, ed un inserto pubblicato con la copia odierna del Quotidiano “La Provincia”, dedicato alla narrazione di un anno di attività del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona nei diversi ambiti di intervento.   L’iniziativa, resa possibile dal sapiente, certosino lavoro del sig. Giuseppe Cavalli, Responsabile del Museo, dalla disponibilità del Dott. Paolo Gualandris, Direttore de “La Provincia” e del giornalista Riccardo Maruti, appassionato curatore dell’inserto, vuole sottolineare la continuità temporale della cifra valoriale che sostanzia e qualifica l’operato del Carabiniere lungo l’imprescindibile direttrice della fedeltà alle Istituzioni e ai cittadini, connotandone la figura per ruolo e riferimento nella società. Da quel lontano 13 luglio 1814, allorquando Re Vittorio Emanuele I di Savoia nel promulgare l’atto delle Regie Patenti sancì “…la formazione di un corpo di militari, distinti per buona condotta e saggezza, chiamati col nome di Corpo dei Carabinieri Reali”, perdura ai giorni nostri quel rimando alla buona condotta e alla saggezza, qualità oggi declinate nell’indefettibile integrità di comportamenti e nell’intelligente bilanciamento tra fermezza ed equilibrio con cui ogni Carabiniere deve saper ascoltare ed inquadrare i molteplici contesti per intervenire efficacemente e fornire concreta rassicurazione sociale.      In questa prospettiva, i 212 anni trascorsi diventano un percorso di coerenza, nel quale a tappe segnate da fulgido eroismo quali, tra tante, la battaglia libica di Eluet El Asel e quella in terra etiope di Culqualber, entrambe del Secondo Conflitto Mondiale e di cui quest’anno ricordiamo l’85° anniversario, si affiancano silenti atti di impegno giornaliero a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Una storia, dunque, che perpetua nel presente costruendosi e rinnovandosi nella quotidianità dei gesti.Gesti come quelli di cui potete leggere nell’inserto, selezionati tra molti, che vedono l’Arma di Cremona impegnata nella prevenzione e nel contrasto, nelle attività di indagine, nelle iniziative di sensibilizzazione sociale, solidaristiche e di diffusione della cultura della legalità.Gesti per i quali ringrazio Voi Carabinieri, che pur tra le molteplici incombenze del quotidiano, le emergenze e le accelerazioni improvvise, non perdete mai di vista la centralità del cittadino, fornendo ai suoi problemi soluzioni di sostanza e non di apparenza, con competenza e passione, onorando quella fiducia riposta nell’Istituzione, consolidata negli anni. Quella fiducia che è il primario antidoto alla paura, quella fiducia che per noi Carabinieri costituisce l’eredità più pregiata, che non possiamo permetterci di tradire.Camminare al passo del più lento tra noi ma farlo insieme, per crescere uniti ed arrivare prima di chi corre veloce ma da solo: questa compattezza negli intenti crea un corpo unico guidato da una visione unitaria, una coesione istituzionale a propria volta capace di interagire con gli altri protagonisti del comparto sicurezza per affrontare sinergicamente le problematiche strutturali o emergenti del territorio e definire, con costanza e metodo, proficue strategie d’azione comune. Il modello di coordinamento concepito dalla Legge 121/81 fa del pluralismo delle Forze di polizia un moltiplicatore di efficienza imprescindibile nella gestione delle complessità connotanti la sicurezza pubblica, un sistema armonico di attribuzioni e peculiarità all’uopo valorizzate per un intervento d’insieme sulle singole questioni.         Al riguardo, esprimo il mio riconoscente ringraziamento al Signor Prefetto della Provincia di Cremona, Dott. Antonio Giannelli, per la costante opera di coordinamento e indirizzo svolta, agli amici e colleghi Carlo Ambra e Massimo Dell’Anna, rispettivamente Questore e Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, nonché ai Vertici del 10° Reggimento Genio Guastatori “Col di Lana”, della Casa Circondariale e della Polizia Penitenziaria di Cremona, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cremona, della Polizia Provinciale e dei Comandi di Polizia Locale. L’interazione proficua e strutturale tra questi assetti, funzionale al conseguimento sinergico di obiettivi, si afferma quale preziosa risorsa per il territorio cremonese.Come da consuetudine, l’odierna cerimonia diviene il momento per tracciare il resoconto dei principali dati afferenti all’attività operativa sviluppata dall’Arma dei Carabinieri sul territorio, la cui analisi è presupposto per comprendere l’andamento e la mutevolezza negli assetti delle dinamiche socio-criminali, definire le priorità d’intervento e le conseguenti azioni da adottare sul piano preventivo e di contrasto. In questo processo, l’Arma dei Carabinieri trova nell’Autorità Giudiziaria un ulteriore, primario interlocutore per concertare scelte investigative plasmate sul contesto. Nel porgere il mio deferente saluto al Signor Presidente Vicario del Tribunale di Cremona, Dott. Guido Taramelli, e al Signor Procuratore della Repubblica, Dott. Silvio Bonfigli, rinnovo loro i miei sentimenti di profonda riconoscenza per il sostegno offerto all’azione dell’Arma e l’incondizionata disponibilità ad un confronto dialogico percorribile in ogni circostanza, naturalmente aperto e costruito sul rispetto reciproco, foriero di arricchimento umano e professionale.Pochi numeri possono fornire la dimensione dell’impegno profuso dall’Istituzione negli ultimi dodici mesi durante i quali l’Arma di Cremona ha proceduto per l’83% dei reati complessivamente denunciati, arrestando 266 persone (in aumento del 37%), 113 dei quali in flagranza di reato (pari al 42,5% del totale), e deferendone in stato di libertà 2.534 (di cui 146 per guida in stato di ebbrezza, a cui affiancare le 129 sanzioni amministrative comminate per ubriachezza molesta in luogo pubblico, molte delle quali correlate ai 94 ordini di allontanamento eseguiti, a rimarcare le criticità legate alle conseguenze dell’abuso di alcool, sotto diversi profili). I Reparti Carabinieri hanno individuato i colpevoli nel 64% dei casi scoperti da tutte le Forze di polizia e di questi oltre l’84% è da attribuire all’attività delle Stazioni Carabinieri, che si confermano imprescindibile presidio del territorio. Le richieste di intervento gestite in un anno dalle dipendenti Centrali Operative ammontano a oltre 28mila, girate sul campo ai 55 servizi esterni di diversa tipologia quotidianamente disposti in ambito provinciale, per un complessivo annuale di oltre 20mila pattuglie proiettate sul territorio, con 82mila persone e 50mila veicoli sottoposti a controllo su strada.  Tra le principali fenomenologie criminose si evidenzia il costante impegno al contrasto del recrudescente smercio di stupefacenti, con 21 persone arrestate, 53 denunciate e ben 380 segnalate quali assuntori alla locale Prefettura; tra le diverse tipologie di sostanze sequestrate si annoverano 203 Kg. di hashish, 21 Kg. di marijuana e 3 Kg. tra cocaina ed eroina, oltre a diversi sequestri di droghe sintetiche.Per quanto attiene ai reati ricompresi nel c.d. “Codice Rosso”, le persone tratte in arresto sono state 48 e 122 quelle deferite; 54 persone sono state destinatarie di misure cautelari quali l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla parte offesa, di cui 27 con applicazione del braccialetto elettronico. Benché si registri una diminuzione dei maltrattamenti in famiglia pari al 16,5%, affiancata però dal raddoppio del dato riferito agli atti persecutori (da 11 a 22 casi trattati), le fattispecie delittuose riconducibili al c.d. “Codice Rosso” impongono di continuare ad assicurare elevati livelli di attenzione e professionalità alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere e domestica, fenomeno che nulla ha più di emergenziale offrendosi ormai nella sua fisiologica e drammatica ripetitività. È indispensabile lo sforzo corale tra i vari soggetti in campo, accompagnato da una concreta opera di investimento in politiche pedagogiche incentrate sulla cultura all’affettività ed alla sessualità, nell’ambito di percorsi formativi famigliari e scolastici che educhino all’empatia, al rispetto delle diversità e delle fragilità, alla consapevolezza e alla comprensione del valore dell’altrui persona.  Al riguardo, sottolineo con grande soddisfazione l’impegno profuso dall’Arma nella diffusione della cultura della legalità nelle scuole della provincia attraverso l’organizzazione di conferenze che hanno coinvolto oltre 7.000 studenti, divenute preziose occasioni di confronto ed approfondimento delle tematiche vicine ai ragazzi e riconducibili alle più evidenti manifestazioni del disagio giovanile. Pari attenzione è stata rivolta alle persone anziane, sensibilizzate dai Comandanti di Stazione e di Compagnia sull’odioso fenomeno delle truffe con incontri nelle parrocchie, nei luoghi di cura e nei centri di aggregazione. In particolare, sottolineo la progettualità “Alfabeti Digitali”, avviata con il Comune di Cremona e volta a fornire agli anziani la conoscenza degli strumenti informatici e del web per saper riconoscere e difendersi dalle truffe, l’iniziativa sostenuta dalla Società Padania Acque grazie alla quale anche nell’anno in corso è stato possibile divulgare materiale informativo sul tema recapitandolo con le bollette cartacee e digitali a tutti i residenti della provincia nonché, da ultimo, la collaborazione avviata con l’Ospedale Maggiore di Crema, i medici di base, i pediatri e i 4 Centri Unici di Prenotazione dell’ASST cremasca, per l’invio della brochure con i consigli antitruffa unitamente ai referti medici (circa 80mila buste all’anno) e la diffusione del depliant informativo negli ambulatori del territorio e nei reparti del nosocomio, anche con proiezione sugli schermi delle sale d’attesa.Particolarmente incisiva è stata l’azione di contrasto alle truffe agli anziani, reato in forte recrudescenza nel numero di episodi (117 tra consumate e tentate), nel cui ambito è più che triplicato il totale dei soggetti arrestati e denunciati, con il conseguente recupero di beni di rilevante valore economico ma soprattutto affettivo, vigliaccamente sottratti alle vittime carpendone la fiducia nella maggior parte dei casi con il consolidato raggiro del finto Maresciallo dei Carabinieri.   Riguardo alle più gravi forme di delittuosità, oltre all’omicidio occorso a Crema su cui tornerò a breve per una più ampia riflessione sul disagio e la devianza giovanili, le estorsioni denunciate hanno registrato un incremento del 27%, pur non contestualizzate ad ambiti di criminalità organizzata bensì legate alla compravendita di stupefacenti o a conflittualità tra privati, le violenze sessuali sono diminuite del 32%, con l’identificazione dell’85% degli autori, il numero di rapine è calato del 7% (diminuzione che si attesta al 55% per quelle commesse in danno di esercizi commerciali). I reati predatori registrano un significativo calo complessivo del 9,6%, con unico dato in controtendenza quello riferito ai furti in appartamento (+ 4,5%). Sono stabili quelli di veicoli, mentre diminuiscono rispettivamente del 14% e del 6% quelli con strappo e destrezza, del 10% i furti in danno di esercizi commerciali e del 24% quelli commessi all’interno di autovetture in sosta. Il quadro così delineato restituisce uno scenario provinciale di generale e positiva stabilità, nel quale il significativo aumento dei provvedimenti restrittivi eseguiti non corrisponde ad un pari incremento della delittuosità, peraltro in lieve ulteriore flessione rispetto al già favorevole trend decrescente registrato lo scorso anno, trovando invero matrice in strategie investigative maggiormente affinate e penetranti, in particolar modo orientate al contrasto dei reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, i cui autori sono in gran parte persone provenienti dalle province limitrofe, con incursioni giornaliere in questo territorio, benché si annoverino episodi, anche recidivanti, commessi da soggetti stanziali, specie di giovane età tra cui, in misura progressivamente crescente, quelli minorenni.Quest’ultimo dato induce alla riflessione sull’emergente evidenza di come lo scenario della delinquenza minorile si stia affermando, anche a Cremona, tra le primarie problematiche da affrontare. Continua ad essere prematuro, e auspichiamo rimanga tale, parlare di presenza radicata nel territorio di babygang, ovvero di consorterie giovanili stabilmente dedite al crimine i cui membri, accomunati da identità etnica e sociale, si strutturano all’interno del sodalizio secondo rigide gerarchie, netta ripartizione dei ruoli e violenti processi di affiliazione ed esclusione, anche rivolti alle donne. Invero, il fenomeno che più ingenera timore e conseguenti aspettative di sicurezza nelle nostre comunità va inquadrato nella presenza di gruppi a composizione fluida se non occasionale, numericamente modesti e privi di una definita linea verticale di comando, le cui condotte si massificano a forme di inciviltà diffusa, spregiudicatezza ed arroganza verbale talora degenerate in risse, aggressioni e turpi vandalismi, complice la facile reperibilità di alcol. Un agire che rimanda a sacche di abbandono, isolamento e alienazione sociale, alle annose questioni sulle complesse politiche di interazione con le periferie, luoghi in cui le distanze corrispondono più ai margini profondi dell’anima che agli spazi fisici dell’emarginazione culturale ed economica, divenendo quel terreno fertile in cui possono proliferare frustrazione, rancore, aggressività e degrado.Su questa linea di confine vanno concentrate le nostre energie, dedicandovi risorse multisettoriali che integrino l’azione preventiva condotta dalle Forze di polizia, per impedire che questi gruppi compiano l’ulteriore involuzione verso una definitiva decontestualizzazione sociale che ne acutizzi le capacità delinquenziali e i relativi effetti. Sebbene, infatti, osservando il quadro delle principali categorie di reato ascrivibili ai comportamenti giovanili (risse, lesioni, rapine, furti, danneggiamenti) si riscontri un netto decremento della delittuosità complessiva, pari al 45% in meno nel raffronto con l’anno precedente (con un calo del 24% dei minori denunciati all’Autorità Giudiziaria minorile), emerge a contraltare l’incidenza di singoli episodi che sfuggono a questa condizione generale connotandosi rispetto al passato per efferatezza e gravità di condotte, aspetto sottolineato dall’incremento dei provvedimenti restrittivi a carico di minori, passati da 2 a 9 e del numero di segnalati per consumo di stupefacenti (+ 35%). E non sfuggiranno ai più i prodromi del crescente desiderio da parte di alcuni giovani di enfatizzare la personale inclinazione alla violenza replicando nella propria quotidianità modelli comportamentali e linguistici mutuati da contesti territoriali di ben più strutturata caratura criminale, dei cui significati sottesi non hanno peraltro minimamente cognizione. Ed allora in questa prospettiva il porto del coltello, sempre più diffuso tra i giovanissimi di ogni estrazione sociale, diviene il surrogato di un’identità che nell’ostentazione del possesso di una lama vuole attribuirsi un ruolo e una dimensione in quella sfera relazionale nel cui ambito non riesce altrimenti ad affermarsi e rapportarsi.         Al contrasto alla pervasività della criminalità diffusa segue il monitoraggio dei tentativi di infiltrazione da parte delle consorterie mafiose, votate in territori apparentemente silenti come il nostro a innestarsi nel tessuto economico reimpiegando i proventi illeciti nell’acquisizione di aziende in grave difficoltà, per assumerne poi il pieno controllo, oppure offrendo a quelle sane, specie se operanti in determinati settori, una pluralità di beni e servizi complementari, manodopera specializzata e liquidità, sempre al fine di entrare negli assetti societari per orientarne le attività, in un paradossale ribaltamento dei ruoli per cui non è più il mafioso che impone all’imprenditore il potere di assoggettamento nelle forme canoniche del racket o dell’assunzione coattiva di personale bensì è quella ristretta parte di imprenditoria, dai contorni fumosi e borderline, che vede nel mafioso un’attrattiva e vantaggiosa opportunità economica e lo va a cercare, agevolandolo nell’alterare gli equilibri della concorrenza e del libero mercato. In tale ambito, parallelamente al piano investigativo, l’Arma guarda con attenzione ai fatti o ai reati spia, al fine di fornire aggiornate comunicazioni antimafia, sempre in sinergia con le altre Forze di polizia e sotto il costante coordinamento della Prefettura di Cremona.L’attività operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona è quotidianamente implementata dall’azione di quei Reparti presenti nel Capoluogo che sul piano ordinativo sono inseriti nell’Organizzazione Speciale ed in quella per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, le cui competenze consentono di avvalersi di un sistema strutturato, in grado di agire a tutela di ogni settore nevralgico per l’economia del territorio, contribuendo anche a preservare e valorizzarne il ricchissimo patrimonio ambientale e di biodiversità, le eccellenze nella cultura e nelle tradizioni artigiane, uniche ed invidiate nel mondo, nonché quell’insieme di conoscenze, maestranze e tecnologie di prim’ordine nei comparti industriale, agricolo e zootecnico.Nell’ultimo anno il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cremona ha ispezionato 95 aziende (tra edili, agricole e commerciali), sospendendone 34 per le gravi violazioni accertate in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e/o per l’impiego di lavoratori in nero, deferendo complessivamente all’Autorità Giudiziaria 78 persone e contestando 240mila € di sanzioni ammnistrative e 280mila € di ammende. Duole evidenziare come in un settore che continua ad assurgere alle cronache nazionali con allarmante frequenza, le violazioni maggiormente riscontrate siano state la mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), del Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE) e della sorveglianza sanitaria, unitamente all’assenza o al mancato aggiornamento della formazione sulla sicurezza e alle gravi carenze nelle misure di protezione contro le cadute dall'alto nei cantieri e l’impiego di lavoratori in nero, elementi che denotano la necessità di continuare a promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora sottovalutata per omissioni dolose, negligenza o intollerabile ignoranza di norme. Complessivamente sono stati scoperti 30 lavoratori in nero, di cui 10 sprovvisti di regolare permesso di soggiorno valido per svolgere attività lavorativa; sono stati inoltre deferiti alla competente Autorità Giudiziaria 3 datori di lavoro per il reato di caporalato e 20 soggetti per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina avendo favorito l’ingresso in Italia di cittadini stranieri extra-UE mediante la procedura flussi.Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cremona ha effettuato 300 ispezioni complessive, delle quali 145 conclusesi con l’accertamento di condizioni non conformi nei diversi settori di intervento che hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 38 persone e a segnalarne 116 a quelle Amministrative. Le 238 sanzioni amministrative elevate ammontano a complessivi 290mila euro mentre il valore dei sequestri amministrativi verso merci e strutture supera i 140 milioni. Più in dettaglio, nel settore zootecnico sono state denunciati 19 soggetti, sequestrate 16 aziende agricole per un valore di oltre 66 milioni di € ed irrogate per importi pari a 125mila €; in quello alimentare, 11 persone deferite, 4 stabilimenti di produzione e commercio di alimenti sequestrati per un valore di 16 milioni di € e 113mila € di sanzioni comminate. Non ultimo, l’ambito sanitario in cui ai 16 deferimenti all’Autorità Giudiziaria si affiancano le 6 strutture sanitarie sottoposte a sequestro per un valore di 1 milione e 700mila €. L’attività dei Reparti dei Carabinieri per la Tutela Forestale si è focalizzata sulla prevenzione e la repressione delle condotte illecite che maggiormente incidono sull’ambiente e sulla biodiversità, al fine di garantire la loro salvaguardia nell’interesse delle future generazioni.Le principali direttrici di intervento hanno riguardato il contrasto della gestione illecita dei rifiuti e degli effluenti di allevamento, nonché la lotta ai reati in danno degli animali e delle specie protette dalla normativa Cites. Inoltre, sono stati realizzati specifici controlli sulla tutela dell’aria, con particolare riferimento alle emissioni derivanti dalle attività zootecniche e dalle fonti industriali del territorio. Di rilievo, infine, sono stati gli accertamenti nel settore agroalimentare, mirati principalmente alla tutela delle indicazioni geografiche protette che caratterizzano l'eccellenza del “Made in Italy”. Nell’azione di contrasto agli illeciti ambientali sono stati effettuati 731 controlli, accertando 98 reati ed il conseguente deferimento all’Autorità Giudiziaria di 121 persone, oltre all’esecuzione di 9 sequestri. A seguito delle importanti modifiche apportate al Codice dell’Ambiente, i Reparti dei Carabinieri Forestali hanno comminato sanzioni amministrative per 214mila € in violazione delle norme ex Legge 68/2015; ulteriori 119 sanzioni, per un importo complessivo pari a 172mila €, sono state irrogate a 94 soggetti.Sono giunto a conclusione. Rinnovo con fierezza il corale impegno delle Donne e degli Uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona nell’assicurare alle nostre comunità, in ogni circostanza, dedizione, ascolto e competenza.Cari Carabinieri, a Voi e alle Nostre Famiglie, imprescindibile sostegno del nostro agire, il sincero plauso e la mia ammirata riconoscenza per la quotidiana dedizione alla sicurezza della collettività.Viva Cremona e la sua provincia!Viva l’Arma dei Carabinieri!
Redazione Mondo Padano
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