Attualità

Una rete che ogni giorno trasforma la rete in cura

Giornata mondiale del Donatore di sangue. Dalle trasfusioni ai farmaci plasmaderivati, il ruolo del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ASST di Cremona

Il 14 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ringraziare i donatori e ricordare il valore di un gesto che ogni giorno contribuisce a salvare vite.
A Cremona la cultura della donazione rappresenta una tradizione consolidata, costruita negli anni grazie alla generosità dei cittadini e al lavoro svolto insieme alla rete Avis del territorio. Una collaborazione che permette di garantire sangue, plasma e piastrine ai pazienti che ne hanno bisogno e di contribuire all’autosufficienza del sistema sanitario.
«La forza del sistema trasfusionale cremonese sta nella capacità di fare rete», sottolinea il Direttore Generale Ezio Belleri. «Donatori, Avis, professionisti sanitari e istituzioni contribuiscono ogni giorno a garantire una risorsa indispensabile per la cura dei pazienti. Un patrimonio di competenze e solidarietà che il nostro territorio continua a dimostrare con grande responsabilità».
DIETRO OGNI DONAZIONE
Quando una persona dona sangue, inizia un percorso che va ben oltre il momento del prelievo. Dietro ogni sacca c’è una rete composta da donatori, associazioni, professionisti sanitari, laboratori e ospedali che lavora ogni giorno per trasformare quel gesto in una terapia sicura e disponibile quando serve.
Non tutti sanno che all’Ospedale di Cremona ha sede uno dei nove Centri di Lavorazione e Validazione (CLV) della Lombardia, punto di riferimento per le province di Cremona e Mantova. «Qui arrivano il sangue e il plasma raccolti in tutto il Dipartimento di Cremona e Mantova, che comprende le due province di Cremona e Mantova. Dopo la lavorazione e la validazione, gli emocomponenti vengono distribuiti agli ospedali del territorio e contribuiscono a sostenere la rete trasfusionale regionale e nazionale», spiega Manuele Ongari, responsabile della Funzione Garanzia della Qualità.
Prima di essere utilizzate, tutte le donazioni vengono sottoposte a controlli virologici, biologici e biochimici che ne verificano la sicurezza e la qualità. «È un'attività poco visibile ma fondamentale. Ogni giorno medici, infermieri, biologi e tecnici di laboratorio lavorano per garantire che sangue, plasma e piastrine siano disponibili quando servono ai pazienti».
A CHI SERVONO SANGUE E PIASTRINE
Dietro ogni donazione ci sono terapie, interventi chirurgici e situazioni di emergenza che dipendono dalla disponibilità di sangue ed emocomponenti.
«Il sangue e i suoi componenti sono indispensabili in numerose situazioni cliniche: dalle anemie acute e croniche ai grandi interventi chirurgici, dai traumi alle malattie ematologiche. In molti casi rappresentano una terapia salvavita che non può essere sostituita da alcun farmaco», sottolinea Massimiliano Viti, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ASST di Cremona.
Un discorso a parte riguarda le piastrine, richieste soprattutto per i pazienti ematologici e oncologici e disponibili per pochi giorni dopo la raccolta.
IL PLASMA CHE DIVENTA FARMACO
Oltre a garantire le trasfusioni, il plasma alimenta una filiera terapeutica che coinvolge migliaia di pazienti in tutta Italia.
«Dal plasma si ottengono farmaci che non possono essere prodotti in altro modo e che vengono impiegati nel trattamento di numerose patologie. Senza la donazione di plasma queste cure semplicemente non esisterebbero», spiega Viti.
Nel 2025 nelle province di Cremona e Mantova sono state raccolte 48.255 unità di sangue intero e 18.428 donazioni di plasma.
«L'Italia non è ancora autosufficiente nella produzione di farmaci plasmaderivati e copre con la raccolta circa il 75-80% del fabbisogno. Per questo la donazione di plasma rappresenta oggi una sfida strategica per il Servizio sanitario nazionale».
UNA RETE CHE GUARDA AL FUTURO
Il sistema trasfusionale opera all’interno di una rete regionale e nazionale che garantisce supporto reciproco tra i territori.
«Quando parliamo di sangue e plasma non ragioniamo per singole regioni ma come un’unica rete nazionale. Se in un territorio si verifica una carenza, l’intero sistema è chiamato a garantire il supporto necessario ai pazienti».
Anche l’ASST di Cremona contribuisce a questo sistema, custodendo una quota della scorta strategica regionale destinata a fronteggiare emergenze e necessità straordinarie.
Tra le principali sfide dei prossimi anni c’è il ricambio generazionale dei donatori.
«Abbiamo una lunga tradizione di donazione, ma oggi è importante continuare a coinvolgere le nuove generazioni. Molti donatori stanno raggiungendo i limiti di età previsti e serve un ricambio che garantisca continuità al sistema», conclude Ongari. «Quest’anno, più di 30 classi di scuola sono passati dai nostri laboratori per prendere coscienza di questo grande bisogno».
COME DIVENTARE DONATORE
Possono candidarsi alla donazione le persone in buona salute tra i 18 e i 65 anni. Il primo passo consiste in una visita di idoneità durante la quale vengono valutate le condizioni di salute del candidato.
Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale di Cremona o alle sedi Avis del territorio.
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