Il Centro dell’ASST di Cremona unisce competenze e una rete di assistenza sul territorio. Nella Giornata Mondiale dedicata, il convegno di AIPA, con un focus sullo sport
Sono oltre 7 mila i pazienti seguiti ogni anno dal Centro Emostasi e Trombosi (TAO) dell’ASST di Cremona, punto di riferimento per la gestione delle terapie anticoagulanti e delle patologie tromboemboliche. Nel 2025 sono stati circa 1.800 i nuovi pazienti presi in carico, mentre nei primi otto mesi del 2026 sono stati circa 1.300.
Numeri che raccontano un’attività specialistica consolidata, nella quale il monitoraggio costante della terapia è fondamentale per prevenire e ridurre le possibili complicanze.
«Seguire una persona in terapia anticoagulante significa costruire un percorso che prosegue nel tempo – spiega Orianna Paoletti, responsabile del Centro TAO dell’ASST di Cremona –. Il controllo regolare, l’appropriatezza della terapia e il rapporto costante con il paziente sono elementi essenziali per ridurre i rischi e consentire alle persone di continuare, per quanto possibile, le proprie attività quotidiane. Oggi la ricerca ci aiuta anche a comprendere meglio aspetti ancora poco esplorati, come il rapporto fra trombosi, terapia anticoagulante e attività sportiva».
Proprio al tema “Trombosi e Sport” è dedicato il convegno promosso oggi da AIPA Cremona, in occasione della Giornata Mondiale della Trombosi, nella Sala dei Quadri del Comune di Cremona. Un incontro per parlare di prevenzione, conoscenza, cura e ripresa dell’attività fisica dopo un evento tromboembolico.
Il Centro di Cremona partecipa inoltre allo studio promosso da Fondazione Arianna Anticoagulazione dedicato al tromboembolismo venoso nelle persone che praticano sport, agonistico e non agonistico. L’obiettivo è raccogliere nuovi dati sulla malattia, sulla durata e gestione del trattamento anticoagulante e sulla ripresa dell’attività sportiva in sicurezza.
UNA RETE CHE PORTA LA CURA PIÙ VICINO AL PAZIENTE
Una caratteristica del Centro TAO di Cremona è il modello costruito negli anni insieme al territorio, anche grazie alla collaborazione con AIPA Cremona. Attraverso la telemedicina e l’utilizzo di coagulometri portatili, il monitoraggio può essere effettuato anche con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e delle RSA, mantenendo il collegamento con il Centro ospedaliero. A Piadena e Casalmaggiore sono inoltre presenti riferimenti territoriali di secondo livello.
«Per un’ASST poter contare su un Centro con questa esperienza e capacità di presa in carico è un valore importante – afferma il direttore generale Ezio Belleri –. Ma altrettanto importante è aver costruito intorno al Centro una rete capace di avvicinare l’assistenza ai luoghi in cui le persone vivono. Ospedale e territorio non sono due dimensioni separate: fanno parte dello stesso percorso di cura. Portare il monitoraggio più vicino ai pazienti, grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale, mantenendo il riferimento specialistico ospedaliero, significa rendere concretamente più accessibile e continua l’assistenza».


