Immigrazione e integrazione - A Cremona 80 posti: 47 per adulti e 33 per minori non accompagnati. L’assessore Rosita Viola: «Una rete che andrebbe potenziata». CAS, la lunga attesa. Il responsabile, don Pezzetti: «Alcuni migranti sono qua dal 2014»
Non c’è che dire, la questione migratoria non smette di catalizzare l’attenzione da diverse settimane a questa parte. Con un’accezione prettamente negativa, quasi fosse diventata l’unico “male italico”. Navi salpate che non si sa se arriveranno, se e dove attraccheranno, gente imbarcata senza destinazione. Eppure l’Italia, e gli italiani - quando si riesce a uscire dalla logica emergenziale - sanno fare dell’accoglienza un vero e proprio “modello da esportazione”. Ne è un esempio la rete Sprar, ovvero il Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, che si occupa di quella che viene definita “seconda accoglienza”. Gli enti locali che scelgono di aderire allo Sprar possono fare domanda per accedere ai fondi ministeriali in qualsiasi momento. Il Comune, così, offre la propria disponibilità a gestire un progetto di accoglienza e accompagnamento sul territorio, anche attraverso il coinvolgimento di enti del terzo settore, volontariato ma anche altri “attori”, promuovendo una serie attività di inclusione sociale che vanno dalla scolastica alla lavorativa alla culturale. A marzo 2018 risultavano finanziati 876 progetti per un totale oltre 1.200 comuni coinvolti. Non molti in verità, numerosi sono i Comuni che non lo vogliono fare, nonostante i progetti siano pagati con soldi dello Stato...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 19 LUGLIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Carla Parmigiani



