Essere genitori oggi. Anna Bandera, psicologa: «Ristabilire momenti di ascolto e ridurre la pressione»
Diventare e fare i genitori è uno dei compiti più complessi della vita. Spesso ci si ritrova soli a dover gestire i cambiamenti emotivi e cognitivi dei propri figli, senza una “ricetta pronta”. Mondo Padano ha incontrato la dottoressa Anna Bandera, psicologa specializzata in età evolutiva, per capire come supportare al meglio la famiglia di oggi.
Dottoressa Bandera, dove sta andando la famiglia oggi?
«La famiglia di oggi sta evolvendo verso modelli più flessibili e affettivi. Si fonda meno su ruoli rigidi e più sulla qualità delle relazioni, sul dialogo e sul riconoscimento emotivo reciproco. Cresce il bisogno di ascolto e sostegno psicologico, soprattutto davanti ai cambiamenti sociali e alle fragilità educative. È una famiglia più libera, ma anche più esposta a incertezze e tensioni emotive. La vera sfida resta mantenere coesione e senso di appartenenza».

Lei si occupa spesso dello sviluppo emotivo e cognitivo nella primissima infanzia. Qual è il ruolo centrale dei genitori in questa fase così delicata?
«Nei primi anni di vita il bambino costruisce le basi della propria identità emotiva e cognitiva attraverso la relazione con le figure di riferimento. I genitori rappresentano il primo “contenitore affettivo”, cioè lo spazio entro cui il piccolo impara a sentirsi sicuro, riconosciuto e compreso. Non si tratta soltanto di accudire i bisogni pratici, ma di offrire una presenza emotivamente disponibile e coerente. Lo sviluppo del linguaggio, dell’autonomia e della capacità di regolare le emozioni nasce infatti da interazioni quotidiane fatte di ascolto, sguardi e reciprocità. Un clima familiare stabile aiuta il bambino a sviluppare fiducia nel mondo e nelle proprie capacità. Anche gli errori educativi fanno parte del percorso: ciò che conta è la qualità della riparazione relazionale. La genitorialità, più che perfetta, deve essere sufficientemente buona e autentica».
Negli ultimi anni si parla sempre più di ansia e stress anche nei bambini e nei ragazzi. Come si genera questo meccanismo all’interno del contesto familiare e come si può intervenire?
«Ansia e stress nei più giovani spesso non nascono da un singolo evento, ma da un clima emotivo prolungato che il bambino assorbe dall’ambiente circostante. I figli sono estremamente sensibili agli stati emotivi dei genitori, anche quando questi non vengono verbalizzati...
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Antonio Gattulli

