

Attualità
L’intervista - Carlo Cottarelli a tutto campo sulla situazione internazionale, il ruolo dell’Europa, le prospettive economiche, la politica interna dell’Italia
«Siamo quasi fuori dalla crisi»
Carlo Cottarelli
«Le stime parlano di un Pil in aumento dello 0,4/0,5%. Io, invece, credo che si avvicinerà a un + 1%. Ma noi dovremmo crescere al 2%»
«Fin dall’inizio avevo detto che questa crisi si sarebbe risolta perché Trump non poteva permettersi di avere il prezzo della benzina troppo alto negli Stati Uniti». Carlo Cottarelli parte da qui, dalla crisi in Medio Oriente, che sembra vicina a una soluzione, per commentare le prospettive di crescita della nostra economia, «credo ci avvicineremo a un +1 per cento», il ruolo dell’Europa, «I Paesi dell’Unione devono essere più uniti, altrimenti saremo dominati dalla superpotenza americana e da quella cinese», e il dibattito in corso sulla legge elettorale: «Maggioranza e opposizione dovrebbero mettersi d’accordo su una legge che duri».
Professor Cottarelli, partiamo dalla bozza di accordo annunciata da Usa e Iran per mettere fine a questa crisi, anche se sembrano ancora tanti i punti da definire.
«Fin dall’inizio avevo detto che questa crisi si sarebbe risolta perché Trump non poteva permettersi di avere il prezzo della benzina troppo alto negli Stati Uniti e continuo a rimanere di quel parere. Ci sono le elezioni, la sua popolarità non sta andando bene e quindi credo che anche se ci sarà un percorso altalenante, alla fine si arriverà a una soluzione o a un qualche cosa che diventi una malattia cronica, ma che non porta alla morte del paziente: più passa il tempo, più l’economia riuscirà a trovare dei modi e dei percorsi alternativi per aggirare Hormuz. Inoltre, continuo a pensare che se anche non vi fosse una conclusione immediata della crisi, non sarebbe così grave a livello mondiale come molti avevano detto, parlando dello choc più grosso degli ultimi cinquant’anni».
Intanto, il solo annuncio dell’accordo ha già avuto alcuni effetti importanti.
«Esatto! Il petrolio è sceso sotto i 75 dollari al barile. Rispetto ai livelli precrisi, siamo ancora al 15/20% sopra ma, in generale, soprattutto al netto dell’inflazione che c’è stata, non è un livello del petrolio particolarmente alto. Anche Piazza Affari ha raggiunto il suo massimo storico, lo spread è tornato sui 70 punti base. Insomma, si sta andando verso una normalizzazione»...
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