Pastorale familiare. Dialogo con l'equipe che ascolta famiglie e coppie della Diocesi
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali e fragilità relazionali, l’Ufficio Pastorale Familiare di Cremona si conferma un faro di ascolto e orientamento. Al centro di questo delicato compito di vicinanza c’è oggi l’équipe di Pastorale Familiare composta dai coniugi Marta e Gilberto Gerevini, dai coniugi Silvia e Stefano Boiocchi e don Alessandro Bertoni, che ha il compito di tradurre i principi dell’esortazione Amoris Laetitia in progetti concreti per il territorio. Mondo Padano li ha incontrati.
Si sono concluse per quest’anno pastorale le esperienze formative a Tonfano in Versilia rivolte alle famiglie. Potete tracciare un bilancio?
«Le esperienze formative vissute quest’anno a Tonfano, in Versilia, si sono rivelate ancora una volta un dono prezioso per le famiglie della Diocesi di Cremona. Il bilancio è certamente positivo, sicuramente per i numeri, ma anche per la qualità delle relazioni, dell’ascolto e della condivisione. Questi appuntamenti hanno offerto alle coppie e alle famiglie momenti di calma, di riflessione, di amicizia e di uscita dall’ordinario, aiutando molti a ritornare nella vita quotidiana con uno sguardo nuovo. Una delle chiavi del successo dei weekend è lo spazio di cui i genitori hanno potuto beneficiare per riflettere sulla loro coppia e sul loro ruolo genitoriale mentre i figli erano coinvolti in attività guidate da una équipe di volontari composta da babysitter adulti e animatori adolescenti».
Come è cambiata la famiglia cremonese negli ultimi anni? Quali sono le nuove fragilità che emergono più frequentemente nelle interazioni con il vostro ufficio?
«La situazione delle famiglie cremonesi non si discosta in modo significativo dal trend nazionale. Le fragilità che incontriamo sono quelle delle famiglie separate, divorziate e in nuova unione e le difficoltà legate alla genitorialità vissuta non in coppia. Negli ultimi due anni ci stiamo (...)».
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Antonio Gattulli

