

Attualità
Per i più piccoli, un percorso educativo fatto di gioco e dialogo
L’equipe Coordina-mento Donazione Organi e Tessuti dell’Asst di Cremona che si è coinvolta nel progetto
Asst Cremona e Aido. Nelle scuole alla scoperta della donazione degli organi
È da qui che prende avvio il laboratorio promosso dal Coordinamento per la Donazione di Organi e Tessuti dell'Asst di Cremona insieme ai volontari di Aido Provinciale Cremona. Accanto all'insegnante entrano due protagonisti davvero particolari: Margherita e Pablo. Nel giro di pochi minuti la curiosità prende il sopravvento e la classe dell’Istituto comprensivo Sacchi di Piadena Drizzona si trasformerà in un piccolo ospedale.
Non è una lezione tradizionale. È un laboratorio che utilizza il gioco per accompagnare bambini e bambine alla scoperta del valore della donazione di organi e tessuti, con strumenti e linguaggi adatti alla loro età.
Margherita e Pablo sono due bambole speciali. Aprendo la zip sulla loro pancia, gli studenti scoprono gli organi del corpo e seguono il percorso di una storia che parla di malattia, compatibilità, trapianto e della possibilità che una donazione possa offrire a un'altra persona una nuova possibilità.
Pablo sta male e ha bisogno di un trapianto. Margherita può diventare la donatrice. La classe si divide in squadre e ogni studente riceve un compito. C'è chi accompagna Margherita, chi prepara l'organo per il trasporto, chi guida l'ambulanza e chi aspetta Pablo nell'ospedale dove verrà eseguito il trapianto. La piccola ambulanza attraversa l'aula con una scatolina che custodisce un organo di stoffa. Anche nel gioco il viaggio deve rispettare tempi e passaggi precisi: l'organo deve raggiungere la persona compatibile, nel posto giusto e al momento giusto.
LA CULTURA DEL DONO
Attraverso il gioco, i bambini scoprono che un trapianto è il risultato del lavoro di molti professionisti e di una rete organizzativa che deve funzionare con precisione. Ogni fase richiede coordinamento, collaborazione e tempi rigorosi.
«La sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti è parte integrante della nostra attività», spiega Olga Kouadio, infermiera. «Portiamo questo tema tra la popolazione attraverso iniziative diverse, ma il lavoro nelle scuole è quello che ci coinvolge maggiormente. Parlare con i più giovani significa costruire una cultura del dono fin dai primi anni di vita e capire come questo argomento viene percepito dalle nuove generazioni».
«Con i bambini il gioco è uno strumento straordinario», prosegue Kouadio. «Le bambole permettono di trasformare concetti molto complessi in qualcosa di concreto. In questo modo anche temi delicati come la malattia, la morte e la donazione possono essere affrontati con naturalezza, aiutando i bambini a comprenderne il significato senza paura».
Il laboratorio cambia con l'età degli studenti. Nella scuola primaria il gioco è il punto di partenza. Nelle scuole secondarie il confronto si amplia e affronta anche gli aspetti clinici, organizzativi ed etici della donazione. L'obiettivo resta lo stesso: offrire a bambini e ragazzi uno spazio in cui fare domande, confrontarsi e avvicinarsi con consapevolezza alla cultura del dono.
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Redazione