Ogni spostamento, occasione per parlare della natura umana
La dimensione del viaggio è sempre stata presente in letteratura, anche se ha mutato spesso significato. Acquista un carattere epico nell’Epopea di Gilgamesh, forse la prima opera letteraria in assoluto scritta in accadico su tavolette d’argilla nella Babilonia del XIX secolo a.C.; ma così è anche nell’Odissea di Omero, nelle Argonautiche di Apollonio Rodio e nell’Eneide di Virgilio.
Il Medioevo fu periodo di pellegrinaggi verso i luoghi santi, narrati negli Itinerari latini, mentre il viaggio acquistò nella Divina Commedia di Dante Alighieri un carattere allegorico-didascalico, unito ad un significato mistico ed escatologico. Nei romanzi di Chrétien de Troyes dedicati al ciclo bretone e nei poemi di Wolfram von Eschenbach, si affrontò per la prima volta il tema della “cerca” come percorso di crescita formativa interiore.
Con Il Milione, scritto da Rustichello da Pisa sotto dettatura di Marco Polo, si indugiò sui particolari geografici e storici nei dettagliati resoconti degli itinerari compiuti in Asia; di ben altro tenore I viaggi di Mandeville, racconti irreali e fantastici, che tuttavia influenzarono esploratori come Martin Frobisher e Cristoforo Colombo, il quale nel suo Giornale di bordo indulse alquanto sulla “meraviglia” suscitata dalla scoperta del Nuovo Mondo...
Il Medioevo fu periodo di pellegrinaggi verso i luoghi santi, narrati negli Itinerari latini, mentre il viaggio acquistò nella Divina Commedia di Dante Alighieri un carattere allegorico-didascalico, unito ad un significato mistico ed escatologico. Nei romanzi di Chrétien de Troyes dedicati al ciclo bretone e nei poemi di Wolfram von Eschenbach, si affrontò per la prima volta il tema della “cerca” come percorso di crescita formativa interiore.
Con Il Milione, scritto da Rustichello da Pisa sotto dettatura di Marco Polo, si indugiò sui particolari geografici e storici nei dettagliati resoconti degli itinerari compiuti in Asia; di ben altro tenore I viaggi di Mandeville, racconti irreali e fantastici, che tuttavia influenzarono esploratori come Martin Frobisher e Cristoforo Colombo, il quale nel suo Giornale di bordo indulse alquanto sulla “meraviglia” suscitata dalla scoperta del Nuovo Mondo...
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Mauro Faverzani

