La testimonianza dell’esule Shirin Abbassiasgabh: «La mia famiglia? Comunicazioni interrotte»
L’ordine è stato ripristinato a Teheran, ha dichiarato il governo iraniano. Ma davvero? Cosa sappiamo e cosa riusciamo a capire, noi Occidentali, della situazione? “Non molto” sembra dirci Shirin Abbassiasgabh, manager in un’industria chimica lombarda, esule dal suo Paese da più di 20 anni. «Mi sembra – spiega – che i media occidentali continuino a raccontare di esponenti conservatori e di parlamentari riformisti. Salvo poi accorgersi che dicono tutti la stessa cosa. Sono tutti funzionali al regime che, quando può, spinge con i conservatori e quando deve fare un passo indietro, si affida ai presunti riformisti».
Com’è la situazione a quasi un mese dall’inizio della rivolta popolare?
«C’è un coprifuoco di fatto, non dichiarato. Per le strade girano mezzi muniti di mitragliatrici e gli agenti di polizia, con un megafono, avvertono la popolazione del pericolo di mettersi in strada. Sono vietati tutti gli assembramenti. Continua a non funzionare internet, se non per una minima parte che riguarda transazioni bancarie ed è impossibile telefonare dall’estero. Non si sono più registrate manifestazioni, è vero, ma questa è una rivolta spontanea, popolare: è stata e sarà imprevedibile»...

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Paolo Carini

