Attualità

“Great Resignation”, cosa si nasconde dietro le dimissioni di massa? Che cosa vogliono i nostri giovani?

Partito negli Stati Uniti, il fenomeno delle dimissioni di massa dal posto di lavoro, spesso senza avere un’alternativa, ha raggiunto anche l’Italia e riguarda il 60% delle aziende e decine di migliaia di lavoratori. Delle implicazioni di questo fenomeno abbiamo parlato con alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria, diversi imprenditori, un sociologo e il sindacato. Ne esce uno spaccato oltremodo interessante di co,e sta cambiando il mercato del lavoro sul nostro territorio e nel resto del Paese

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro, aggiornati allo scorso 30 giugno, nella sola Cremona vi sarebbero state ben 6.160 dimissioni volontarie: i settori più colpiti sono l’industria (1.573 rinunce), l’istruzione, la sanità (798) e il commercio (737). Le fasce di età più interessate risultano quella tra i 25 ed i 34 anni (1.864 casi) e tra i 35 ed i 44 anni (1.424). Un fenomeno preoccupante che colpisce prevalentemente gli under 35, esploso dopo gli anni della pandemia. Di questo fenomeno di così ampia portata, delle sue implicazioni e delle possibili soluzioni abbiamo parlato con Chiara Ferrari, Presidente del Gruppo Giovani Industriali di Cremona, Andrea Ferrari, presidente del C.d.A. di Api Servizi Cremona, Lorenzo Ghiraldi, direttore del personale di CSM Ingredients Italia, Andrea Mattioli, 50 anni, responsabile delle risorse umane di fabbricadigitale, Berlino Tazza, Presidente di Sistema Impresa Asvicom Cremona, Massimo Rivoltini, presidente di Confartgianato Cremona, Fortunato Amatruda, titolare di Pizza Gourmet «Anima Romita», Omar Sharf, titolare del “Laboratorio VeroAmore”, Andrea Ogliari Badessi, titolare de «Il 48», negozio presente da 44 anni a Crema, Claudio Manini, titolare del Forno Manini di Castelverde, Mauro Ferrari, sociologo cremonese che insegna all’Università Cà Foscari di Venezia e infine Elena Curci, segretario generale della Cigl di Cremona...
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Paolo Carini
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