

Attualità
L’intervista - Carlo Cottarelli a tutto campo sulla situazione internazionale, il Medio Oriente, le questioni nazionali e le prospettive di crescita
Globalizzazione viva e vegeta
Carlo Cottarelli
«Per Trump un passo falso. Ma, nonostante i dazi, il nostro export è aumentato»
«Diventa più complicato utilizzare i dazi come strumento di geopolitica. Ma Trump continuerà a farlo». Nella consueta intervista mensile rilasciata a Mondo Padano, Carlo Cottarelli parte dalla politica commerciale americana e si sofferma sui possibili effetti a cascata sull’economia globale. «Alla fine, l’anno scorso gli scambi sono addirittura aumentati e le nostre esportazioni sono cresciute. D’altro canto, se guardiamo alla storia, i grandi scambi sono stati interrotti solo dalle guerre».
Lo spunto per affrontare un possibile nuovo focolaio di crisi in Medio Oriente: «Un mancato accordo con l’Iran non porterebbe conseguenze molto serie dato che quel Paese è sempre soggetto a sanzioni e limitazioni. E se vi fosse un conflitto, credo che rimarrebbe limitato a bombardamenti, perché neppure gli Stati Uniti si potrebbero permettere un’invasione di terra».
Rispetto ai progressi compiuti dal nostro Paese, su cui si è recentemente soffermato il governatore di Bankitalia Panetta, Cottarelli osserva: «Alcuni passi avanti sono stati compiuti: i tempi della giustizia si sono ridotti, la burocrazia sta un po’ diminuendo, così come l’evasione fiscale. Ma si tratta ancora di progressi limitati». L’economista cremonese si sofferma anche sulla campagna referendaria sulla giustizia, sempre più avvelenata: «Mattarella ha fatto bene a intervenire perché i toni stavano davvero trascendendo. Nel merito, le critiche di alcuni esponenti del Governo alla magistratura sono state sbagliate. Ma la sinistra, più della destra, ha politicizzato la consultazione». Non manca una riflessione sulle recenti Olimpiadi Milano Cortina: «Indubbiamente, un’ottima prova, un indiscutibilmente successo. Credo che tutti noi dobbiamo esserne orgogliosi. Ma sono seriamente preoccupato per la qualificazione ai mondiali. E dato che negli altri sport andiamo così bene, bisognerebbe chiedersi se c’è qualche problema ai vertici del calcio italiano»...
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