Marco Sacchi coordina a livello regionale il Procurement di Organi e Tessuti: «La Banca della cute affronta qualsiasi emergenza»
Le decine di ustionati nella tragedia di Crans-Montana hanno acceso i riflettori su di una procedura particolarissima, quella del trapianto di tessuti. Molti gli interventi effettuati all’Ospedale Niguarda di Milano, che entro i prossimi due anni diventerà peraltro sede della Banca Unica regionale dei Tessuti. In Lombardia v’è una lunga tradizione in materia e questo è ciò che ha garantito e garantisce una radicata cultura della donazione, come spiega il dottor Marco Sacchi, responsabile del Coordinamento regionale del Procurement di Organi e Tessuti di Areu Lombardia, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza.
Dottore, come avete fatto fronte all’emergenza?
«L’Ospedale Niguarda è riuscito a farvi fronte proprio grazie all’organizzazione ormai rodata, di cui disponiamo. La Banca della Cute è sempre pronta e può contare su di un’importante quantità di tessuto, utile per coprire tutte le esigenze».
Ci parli allora di quest’organizzazione così efficiente.
«La Banca della Cute e l’Ospedale Niguarda sono stati contattati in questi giorni da tante persone, che avrebbero voluto donare parte della loro pelle: questo ha dimostrato una grande sensibilità da parte della gente, ma in vita non è possibile, è consentito solo dopo la morte, da donatore cadavere. Quali sono i tessuti prelevabili? La cute, le cornee, le valvole cardiache ed i vasi, nonché il tessuto muscolo-scheletrico: possono essere donati in ospedale, quando non vi siano controindicazioni ovviamente, come malattie oncologiche o infezioni trasmissibili al ricevente....
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Mauro Faverzani

