Nel 2013 presentate 8 mila 590 domande. E a gennaio il trend è lo stesso. Donata Bertoletti, segretario Cgil, lancia l’allarme: «Serve un piano straordinario per il lavoro. La povertà investe non solo chi perde il posto, ma anche chi ha la fortuna di ritrovarlo. Accantoniamo le nostre divisioni»
«Solo mettendo da parte gli interessi particolari usciremo da questa situazione». Donata Bertoletti, segretario della Cgil con la delega al Welfare e al Mercato del lavoro, va dritta al cuore del problema. La situazione economica è gravissima e anche questo primo scorcio dell’anno non mostra alcun segno tangibile di un’inversione di tendenza. Sono i dati a dirci che a cinque anni dallo scoppio della crisi l’emergenza non è finita.
«Nel 2013 - spiega Bertoletti - le domande di disoccupazione in provincia sono state 8.590, così distribuite: 3.081 a Cremona, 2.910 a Crema e 712 a Casalmaggiore. A queste si aggiungono 1.887 cosiddette Mini Aspi, cioè la nuova disoccupazione. E’ un vero e proprio esercito che ha perso il posto e che, verosimilmente, non lo ritroverà a breve». Ma è il dato relativo ai nuovi iscritti alla mobilità ad essere forse ancora più emblematico: 1.919 nel 2012, 1.600 ad ottobre del 2013, «il che significa - osserva la sindacalista - che a dicembre 2013 arriveremo almeno a 1.800». E ancora non basta: il numero delle cessazioni, infatti, non è compensato...
«Nel 2013 - spiega Bertoletti - le domande di disoccupazione in provincia sono state 8.590, così distribuite: 3.081 a Cremona, 2.910 a Crema e 712 a Casalmaggiore. A queste si aggiungono 1.887 cosiddette Mini Aspi, cioè la nuova disoccupazione. E’ un vero e proprio esercito che ha perso il posto e che, verosimilmente, non lo ritroverà a breve». Ma è il dato relativo ai nuovi iscritti alla mobilità ad essere forse ancora più emblematico: 1.919 nel 2012, 1.600 ad ottobre del 2013, «il che significa - osserva la sindacalista - che a dicembre 2013 arriveremo almeno a 1.800». E ancora non basta: il numero delle cessazioni, infatti, non è compensato...
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