Attualità

Data Center di Pozzaglio, la Provincia convoca i Comuni interessati

Martedì 28 luglio confronto tecnico-istituzionale con amministratori, dirigenti e tecnici provinciali sul primo progetto di questo tipo previsto nel territorio cremonese

Sarà la Provincia di Cremona a coordinare il primo momento di confronto istituzionale dedicato al progetto di realizzazione di un data center nel territorio provinciale. A seguito delle pratiche presentate agli uffici provinciali e dell'interesse suscitato dall'iniziativa, il presidente della Provincia Roberto Mariani ha convocato per martedì 28 luglio, alle ore 9:30, nella Sala Consiliare di Palazzo della Provincia, un incontro con gli amministratori degli otto Comuni territorialmente interessati: Pozzaglio ed Uniti, Cremona, Castelverde, Corte de' Frati, Olmeneta, Casalbuttano ed Uniti, Robecco d'Oglio e Persico Dosimo. All'incontro parteciperanno anche i dirigenti e i tecnici del Settore Ambiente e del Settore Infrastrutture della Provincia di Cremona, che metteranno a disposizione dei sindaci le proprie competenze tecniche per un primo approfondimento sugli aspetti urbanistici, ambientali, infrastrutturali e procedurali legati all'intervento.
Il progetto, che rappresenterebbe il primo data center previsto sul territorio della provincia di Cremona, si inserisce in un settore già presente in altre aree della Lombardia e destinato a svolgere un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo delle infrastrutture digitali. Il campus verrebbe realizzato nel Comune di Pozzaglio ed Uniti, tra le frazioni di Brazzuoli e Villanova Alghisi, in un'area prossima alla ex Strada Statale 45 bis e alla rotatoria che collega la Strada Provinciale 95 con la Strada Provinciale 26, un contesto direttamente interessato anche dalla viabilità provinciale. L'obiettivo dell'incontro è quello di condividere con i Comuni interessati un quadro conoscitivo comune e affrontare, fin dalle prime fasi dell'iter, gli elementi che richiedono particolare attenzione sotto il profilo tecnico, ambientale e territoriale. «Abbiamo ritenuto opportuno convocare gli otto Comuni interessati dalla realizzazione dell'opera – spiega il presidente della Provincia Roberto Mariani – per promuovere un confronto tecnico e istituzionale che consenta di approfondire tutti gli aspetti del progetto. È importante che le amministrazioni locali possano condividere informazioni, valutazioni e criticità, anche alla luce del ruolo di coordinamento che la Provincia è chiamata a svolgere».
Mariani sottolinea come si tratti di un tema nuovo per il territorio cremonese e caratterizzato da un quadro normativo ancora limitato. «Siamo di fronte al primo progetto di data center che interessa la provincia di Cremona. Proprio per questo riteniamo necessario affrontare la questione con il massimo rigore e con un confronto approfondito tra tutti i soggetti coinvolti. La normativa regionale oggi disponibile fornisce indicazioni ancora piuttosto essenziali e lascia aperti diversi aspetti interpretativi. Una situazione che rende ancora più importante il lavoro istruttorio degli enti chiamati a esprimere le proprie valutazioni». Tra gli elementi che saranno oggetto di approfondimento vi sono il consumo di suolo, gli aspetti energetici e la sostenibilità ambientale dell'intervento. «È vero – prosegue Mariani – che il progetto riguarda il recupero di un'area dismessa, condizione che la normativa regionale individua come prioritaria per questo tipo di insediamenti. Restano però da approfondire numerosi aspetti, a partire dall'elevato fabbisogno energetico e dalle modalità di raffreddamento degli impianti, tema particolarmente delicato anche sotto il profilo dell'utilizzo della risorsa idrica, che dovrà avvenire nel pieno rispetto delle prescrizioni normative e dei criteri di sostenibilità».
«Il nostro compito – conclude il presidente della Provincia – è mettere a disposizione dei Comuni competenze tecniche qualificate e creare le condizioni per un confronto serio, trasparente e documentato. Solo attraverso un'istruttoria approfondita e condivisa sarà possibile valutare con la necessaria attenzione un progetto di questa portata, nell'interesse del territorio e delle comunità coinvolte».
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