Conclusa con successo l’esperienza a bordo di Nave Italia per i ragazzi e gli educatori della Cooperativa Nazareth
Si è conclusa la straordinaria avventura sul brigantino Nave Italia per l'equipaggio speciale del progetto “Da Tarsis a Ninive: la nuova rotta di Giona”, promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareth di Cremona in collaborazione con la Fondazione Tender To Nave Italia ETS. Protagonisti della navigazione sono stati 14 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni – tra cui minori stranieri non accompagnati e adolescenti con vissuti complessi e fragili provenienti dai progetti di educativa di strada o autori di reato in messa alla prova – affiancati da Gianmaria Rocchi, Project manager della Fondazione, dall'equipaggio della Marina Militare, dagli educatori della cooperativa Giorgio Coppiardi e Fabio Foggetti e dalla volontaria del Servizio Volontario Europeo Gineste Fanny.
Il progetto ha preso spunto proprio dalla metafora biblica di Giona, simbolo della fuga di fronte alle responsabilità e alle chiamate difficili della vita, che però proprio nella burrasca e nel “ventre della balena”, riesce a fermarsi, ascoltarsi, rinascere e ripartire.
Durante i giorni di navigazione nel Golfo di La Spezia, il mare non è stato soltanto una cornice suggestiva, ma un vero e proprio strumento educativo e di scoperta interiore. A bordo del brigantino solidale più grande del mondo, i ragazzi sono stati i veri protagonisti di un ricco percorso formativo ed espressivo: si sono messi alla prova con le regole della vita marittima e la gestione degli spazi comuni, partecipando a laboratori di giocoleria e art collage. Attraverso il linguaggio della creatività, ciascun partecipante ha potuto dare forma e voce alle proprie emozioni e alla propria storia, per poi intrecciarla con quella dei compagni fino alla definizione di uno slogan condiviso, diventato il simbolo e la voce corale dell'intero gruppo.
“Abbiamo scelto la storia di Giona perché racconta una metafora potente che ci riguarda tutti da vicino: la possibilità di cambiare rotta. Il cambiamento vero non consiste solo nell'andare altrove, ma nell'imparare a guardare sé stessi e gli altri con occhi nuovi”, ha commentato Giorgio Coppiardi, referente del progetto per la Cooperativa Nazareth. “A bordo non abbiamo chiesto ai ragazzi di essere "diversi" una volta tornati a terra, ma abbiamo creato il terreno e le condizioni perché potessero scoprire di avere le risorse per scegliere una direzione diversa per la propria vita”.
Soddisfazione anche da parte della Fondazione Tender To Nave Italia, il cui metodo mira a sviluppare l'autonomia, l'autostima e lo spirito di squadra in un contesto di inclusione unico, dove marinai, educatori e ragazzi diventano parte di un unico equipaggio.
L'esperienza vissuta a bordo lascia ora il posto alla fase di rielaborazione a terra, nella comunità cremonese, dove gli strumenti acquisiti durante la traversata aiuteranno i giovani a tracciare con coraggio e consapevolezza le proprie rotte future. L'arte e il vento hanno fatto il resto, dimostrando che anche dopo le tempeste più grandi è possibile ripartire.


