

Attualità
L’intervista. Carlo Cottarelli analizza la situazione politica ed economica nazionale e internazionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali
Crescita e migranti, nodi irrisolti
Carlo Cottarelli
«Sui conti, Italia meglio della Francia. Ma è necessario stimolare l’economia»
Atutto campo sull’economia, la politica, interna ed internazionale e le grandi questioni che attraversano la geopolitica in questa fase storica. Nella consueta intervista mensile rilasciata a Mondo Padano, Carlo Cottarelli parte dal rischio di una nuova crisi dei debiti sovrani generata dalla Francia, ilPaese maggiormente in difficoltà: «Il nostro Governo - afferma l’economista cremonese - ha fatto abbastanza, in termini di gestione dei conti pubblici, perché non fossimo noi l’origine di un problema, ma non abbastanza per proteggerci da un problema che sorga da qualche altra parte, in questo caso dalla Francia».
Ma, appunto, per riuscire a incidere davvero sulla riduzione del debito, è necessario stimolare l’economia: «L’unica cosa che ci avrebbe permesso di raggiungere questo risultato - continua Cottarelli - sarebbe stato fare delle riforme adeguate per far crescere il Paese al 2%, anziché all’1%».
Malcontento e manifestazioni di piazza che stanno attraversando mezza Europa sono al centro delle sue riflessioni: «C’è un problema di distribuzione del reddito e un problema di integrazione dei migranti: non dimentichiamoci che metà di quelli che sono stati fermati a Milano hanno origine straniera. Quindi, c’è un problema di integrazione che in Francia è addirittura molto più serio che in Italia. In più, si aggiunga che in Francia, da ormai un anno, l’economia si è fermata. Quindi, direi che ci troviamo di fronte alla combinazione di queste due cose».
Guardando alla politica interna, anche in vista delle prossime elezioni, l’economista afferma che, a suo giudizio, «Cinque Stelle e Partito Democratico dovrebbero scegliere una terza persona», qualcuno come «Gualtieri o Gentiloni», mentre sta prendendo corpo l’iniziativa dell’economista per dei programmi di governo trasparenti: «Oltre ad Azione e partito Liberal Democratico, che si sono già espressi a favore, anche Fratelli d’Italia ha dichiarato che sta prendendo in considerazione la cosa».
Professor Cottarelli, in queste settimane i mercati stanno reagendo con particolare nervosismo a una nuova possibile crisi del debito in Europa, generata dalla situazione particolarmente delicata della Francia. Cosa ci dobbiamo aspettare? Anche l’Italia deve temere qualcosa?
«Guardi, gli spread sono molto lontani da dove erano 15 anni fa.
Quello che può essere a rischio, è, come accadde 15 anni fa, qualcuno in Europa ricomincia a parlare di possibile uscita dall’euro. In una situazione di questo tipo, potrebbe davvero saltare tutto. Lì, sì che le cose potrebbero diventare pericolose, perché 15 anni fa quello che aveva mandato in tilt i mercati era stato proprio questo, che qualche Paese, tipo l’Italia, potesse uscire dall’Euro. Allora, oggi, in Francia, formalmente, Le Pen non chiede più l’uscita dall’Euro, così come, in Italia, Futuro Nazionale che però aggiunge che, qualora accadesse, “bisogna essere pronti”. In Germania, Alternative für Deutschland, invece, formalmente, non ha ancora rinunciato a questa posizione, cioè continua a sostenere l’uscita dall’Euro.
Per quel che riguarda i tassi di interesse, questi sono...
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