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Casalmaggiore, rivoluzione in via del Porto Ecco come si è trasformata la comunità sinta Carla Osella: un esempio da esportare
In via del Porto 38-40 a Casalmaggiore qualcosa è cambiato. Il campo nomadi si è trasformato in un vero e proprio villaggio residenziale. Certo non è ancora perfetto ma sono tangibili i segni di un percorso di trasformazione che ha coinvolto visceralmente gli 11 nuclei familiari che abitano in quest'area. Di roulotte non se ne vedono quasi più, ci sono invece casette prefabbricate e case mobili. L'interno è una sorpresa: ambienti molto curati e ordinati. I sinti di Casalmaggiore hanno cambiato pelle: lo confermano soprattutto le nuove generazioni tutte scolarizzate e ben affacciate sul mondo del lavoro. Il futuro lo immaginano fuori dal “campo”.
Pietra miliare della trasformazione avvenuta è la Carta delle Responsabilità firmata tra la locale comunità sinta e il comune di Casalmaggiore con l'intermediazione dell'associazione Cittadini Insieme. Carla Osella, referente internazionale delle comunità sinte-rom, definisce Casalmaggiore un esempio da esportare.
Pietra miliare della trasformazione avvenuta è la Carta delle Responsabilità firmata tra la locale comunità sinta e il comune di Casalmaggiore con l'intermediazione dell'associazione Cittadini Insieme. Carla Osella, referente internazionale delle comunità sinte-rom, definisce Casalmaggiore un esempio da esportare.
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Katia Bernuzzi