

Attualità
Carlo Cottarelli: «L'immigrazione? La redistribuzione non serve. Bisogna bloccare i flussi in partenza»
L'intervista - L'economista cremonese analizza il primo anno di governo Meloni in ambito economico e politico e individua le priorità della prossima legge di bilancio: confermare il taglio del cuneo fiscale, più risorse a sanità e istruzione
Le risorse a disposizione per la legge di Bilancio sono poche e proprio per questo il Governo deve avere ben chiare quali sono le priorità: sanità, istruzione e conferma del taglio del cuneo fiscale sono punti imprescindibili.
Nella consueta intervista mensile con Mondo Padano, Carlo Cottarelli entra in modo diretto nella manovra per il 2024 alla quale il Governo sta mettendo mano in queste settimane e definisce il perimetro dell’allocazione delle risorse. In particolare, si concentra sul potere d’acquisto dei lavoratori (per questo il taglio del cuneo va confermato) e sulla sanità, che negli anni passati ha subito tagli importanti che ne hanno fatto scendere gli standard qualitativi. Il tutto, senza dimenticare il punto di caduta che deve essere il rispetto del tetto del deficit (ma mercoledì il Consiglio dei Ministri, nella Nadef, ha previsto un deficit in crescita al 5,3% nel 2023, per poi flettere al 4,3% nel 2024, ndr).
Per restare nell’ambito del Governo, eccoci al giudizio sul primo anno di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Carlo Cottarelli sostiene che, a fronte di alcune posizioni condivisibili, l’esecutivo ha fatto alcune scelte di bandiera e, soprattutto, non è stato in grado di esprimere una visione progettuale chiara, di fare capire qual è la strada che intende fare imboccare al Paese.
Tra le scelte che invece convincono Carlo Cottarelli c’è quella della transizione energetica. La necessità di liberarci dalla dipendenza dei conbustibili fossili è una opportunità tecnolgica ed economica. E, secondo Cottarelli, il termine del 2035 è un obiettivo ma, spiega «ci sono direttive europee arrivate a scadenza che aspettano da anni di essere attuate».
Infine, un ricordo personale del Presidente emerito Giorgio Napolitano, del quale Cottarelli ricorda il percoso storico e la figura di grande europeista. Un Presidente che si è trovato a fare scelte difficili in un momento drammatico per il Paese...
Nella consueta intervista mensile con Mondo Padano, Carlo Cottarelli entra in modo diretto nella manovra per il 2024 alla quale il Governo sta mettendo mano in queste settimane e definisce il perimetro dell’allocazione delle risorse. In particolare, si concentra sul potere d’acquisto dei lavoratori (per questo il taglio del cuneo va confermato) e sulla sanità, che negli anni passati ha subito tagli importanti che ne hanno fatto scendere gli standard qualitativi. Il tutto, senza dimenticare il punto di caduta che deve essere il rispetto del tetto del deficit (ma mercoledì il Consiglio dei Ministri, nella Nadef, ha previsto un deficit in crescita al 5,3% nel 2023, per poi flettere al 4,3% nel 2024, ndr).
Per restare nell’ambito del Governo, eccoci al giudizio sul primo anno di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Carlo Cottarelli sostiene che, a fronte di alcune posizioni condivisibili, l’esecutivo ha fatto alcune scelte di bandiera e, soprattutto, non è stato in grado di esprimere una visione progettuale chiara, di fare capire qual è la strada che intende fare imboccare al Paese.
Tra le scelte che invece convincono Carlo Cottarelli c’è quella della transizione energetica. La necessità di liberarci dalla dipendenza dei conbustibili fossili è una opportunità tecnolgica ed economica. E, secondo Cottarelli, il termine del 2035 è un obiettivo ma, spiega «ci sono direttive europee arrivate a scadenza che aspettano da anni di essere attuate».
Infine, un ricordo personale del Presidente emerito Giorgio Napolitano, del quale Cottarelli ricorda il percoso storico e la figura di grande europeista. Un Presidente che si è trovato a fare scelte difficili in un momento drammatico per il Paese...
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