L'evento - Lunedì 31 ottobre si è svolta la solenne cerimonia di consegna della Laurea Honoris Causa in Scienze nell’aula magna del Politecnico ‘Peter The Great’ : primo italiano a ricevere questo riconoscimento. Davanti a mille persone la Lectio magistralis sull’innovativa tecnologia Isp-Esp
Un’atmosfera solenne, festosa e di grande intensità emotiva: lunedì 31 ottobre, all’interno della magnifica location dell’aula magna (detta Aula Bianca) del Politecnico “Peter The Great St. Petersburg”, tra le più rinomate università di Russia, si è svolta la cerimonia di consegna della “Laurea honoris causa di Dottore in Scienze” a Giovanni Arvedi per “l’eccellente livello raggiunto nel settore della tecnologia e dell’innovazione”. Arvedi è il primo italiano a ricevere tale riconoscimento dall’Ateneo Russo. Alla cerimonia, iniziata nel primo pomeriggio, hanno partecipato le massime autorità accademiche del Politecnico oltre al console italiano a San Pietroburgo, Leonardo Bencini...
Il commento del Presidente, Giovanni Arvedi: “Sono convinto che, senza il mio ottimo staff ed i miei dipendenti, non sarei mai riuscito a concludere positivamente questa impresa. L’unico modo per superare le grandi difficoltà della vita è di aver fiducia nelle nostre idee, amare il nostro lavoro e seguire il nostro intuito e il nostro credo”. Così Giovanni Arvedi ha concluso il suo intervento in occasione della consegna il 31 ottobre scorso della laurea honoris causa in Scienze della Tecnologia da parte dell’università di San Pietroburgo.
“Sono convinto che la soluzione di colare una bramma sottile in una sola linea altamente produttiva, e non 2 linee, sia la migliore ” ha proseguito Arvedi, “così come sono convinto che questa tecnologia rappresenti il futuro della produzione di nastri a caldo: un sistema semplice e compatto che rispetta il tempo minimo del cambiamento di stato dell’acciaio e porta al prodotto finale”.
Un concetto pienamente condiviso dal board dell’ateneo Russo, che ha accolto con una cerimonia solenne ed un parterre di primissimo piano l’imprenditore cremonese. Una sfida, un’equazione tecnologica e tecnica la sua: ”dall’acciaio liquido al nastro di acciaio di spessore minimo di 0,8 mm in circa 200 m”, un viaggio che dura oltre 30 anni e ci vede ostinatamente fedeli alle nostre idee che rispettano, con umiltà, la natura e la scienza, è diventata realtà”.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA DAL 4 al 10 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
“Sono convinto che la soluzione di colare una bramma sottile in una sola linea altamente produttiva, e non 2 linee, sia la migliore ” ha proseguito Arvedi, “così come sono convinto che questa tecnologia rappresenti il futuro della produzione di nastri a caldo: un sistema semplice e compatto che rispetta il tempo minimo del cambiamento di stato dell’acciaio e porta al prodotto finale”.
Un concetto pienamente condiviso dal board dell’ateneo Russo, che ha accolto con una cerimonia solenne ed un parterre di primissimo piano l’imprenditore cremonese. Una sfida, un’equazione tecnologica e tecnica la sua: ”dall’acciaio liquido al nastro di acciaio di spessore minimo di 0,8 mm in circa 200 m”, un viaggio che dura oltre 30 anni e ci vede ostinatamente fedeli alle nostre idee che rispettano, con umiltà, la natura e la scienza, è diventata realtà”.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA DAL 4 al 10 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT



