Lanzetti, diviso tra la musica lirica la passione per il fiume Po

La vita, a Graziano Lanzetti, ha fatto due grandi regali: la passione per il fiume Po, che si è trasformata nel suo lavoro in qualità di mentore dell'Aipo, e quella per la lirica, che è diventata il suo biglietto da visita in alcuni dei più importanti teatri della Penisola. Dal 2007, infatti, il 62enne casalese è componente della Corale Giuseppe Verdi di Parma, “interprete dell'innata passione popolare del Bel Canto e depositaria dello stile e del colore vocale verdiano”. Lanzetti, sin da giovannissmo, ha manifestato un grande amore per la musica e la lirica, ma solo in età matura ha realizzato pienamente questa sua innata inclinazione.
«Tutto è nato frequentando, assieme a mio padre, le tante osterie che un tempo costellevano il centro di Casalmaggiore e le vie limitrofe – spiega –. Penso all'osteria della Pace in via XX Settembre, a La Serenella in via Porzio o al Cavallino in via Formis. Il canto, sino agli anni Settanta, era un'abitudine diffusa in tutti questi locali. Camminando per strada si sentivano le voci degli avventori intonare brani di vario genere. Spesso erano pezzi di opere verdiane. Mi piaceva moltissimo ascoltare e capitava di frequente che anch'io mi unissi ai cori che si formavano spontaneamente nei bar. Molte di queste persone facevano parte del coro della locale Estudiantina. Cantavano bene ed io, da loro, ho imparato molto».
A 16 anni Graziano Lanzetti per la prima volta assiste ad un'opera dal vivo: il “Simon Boccanegra” portato in scena all'Arena di Verona. «Ricordo che partimmo a bordo della Seicento multipla di Gianni Contesini – racconta sorridendo – era l'auto che usava per la sua attività di falegname. Ma allora andare all'opera non era come adesso. La si viveva come una scampagnata e così fu». Lanzetti è sempre in mezzo alla musica. E presto le sue capacità personali emergono: «Anche se non ho mai avuto una vera e propria formazione musicale – dice – mi era riconosciuta una voce gradevole, un buon orecchio e una buona intonazione. Mi facevano cantare dappertutto ma non avevo mai pensato di far parte di un coro. In forma privata, poi, negli anni ho sempre coltivato la mia passione andando a vedere recite al Regio di Parma, a Mantova, a Torre del Lago».
Siamo alla fine degli anni Novanta quando a Lanzetti viene fatta la proposta di entrare in un coro: «Ero alla Fiera di Santa Croce a Boretto (Reggio Emilia) – racconta – e quella sera vi era in programma l'esibizione della Corale San Marco, da poco formatasi in paese. Al termine della serata i componenti del gruppo si ritrovarono sotto al ristotenda per una risottata che chiusero cantando. Io mi aggiunsi al gruppo mentre intinava “Va pensiero” e fui subito assoldato. Il maestro diceva che ero la voce più importante della formazione nonostante le mie conoscenze canore fossero quelle di un autodidatta. Con quella Corale ho girato in diversi paesi del circondario ed ho fatto anche tanti concerti con un repertorio svariato: dalla lirica al Gospel, dall'operetta alla musica sacra».
Tra il 2004 e il 2005 Lanzetti decide anche di perfezionarsi musicalmente, va a scuola di solfeggio all'Estudiantina sotto la guida del maestro Fabio Fava e di impostanzione lirica con Federica Bercellini. Quando la Corale San Marco si scioglie è proprio il maestro Bersellini a dirgli di non abbandonare la musica suggerendogli di contattare la Corale Verdi. Quando Graziano Lanzetti si presenta per l'audizione il maestro Fabrizio Cassi lo sceglie immediatamente. «Non c'è neppure stato bisogno che mi esibissi – spiega il casalese – il maestro Bersellini gli aveva già parlato di me». Tra il 2007 e il 2008, così, Lanzetti entra nella formazione parmense in qualità di tenore primo e quest'anno, nell'ambito delle celebrazioni verdiane, la sua agenda è fitta di concerti. «Per me è una grande soddisfazione – dichiara –, in molti mi dicono che se avessi seguito prima la strada del canto avrei potuto fare carriera, ma a me basta quanto la musica mi sta regalando». Anche perchè, Graziano, nella vita ha potuto coltivare l'altra sua grande passione: quella per il Po.
Katia Bernuzzi
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