Musica

Una Violetta libera dal pregiudizio

Intervista al regista della Traviata, Luca Baracchini Debutto venerdì 2 dicembre (replica il 4) al Teatro Ponchielli

Grande attesa per il debutto del nuovo allestimento de La Traviata che vede il “Ponchielli” impegnato come teatro capofila per OperaLombardia. La “prima” è fissata per venerdì 2 dicembre (ore 20) - replica domenica 4 (ore 15.30) -: la direzione musicale è affidata al giovane Enrico Lombardi, mentre la regia è di Luca Baracchini, che con il suo altrettanto giovane team creativo, è risultato vincitore del Bando Under35 per il progetto di regia nell’ambito del Circuito OperaLombardia 2022/23. E proprio l’allestimento scenico - che si preannuncia un “addio del passato” - è uno dei motivi per i quali il capolavoro verdiano è particolarmente atteso.
Baracchini, la sua si preannuncia una Traviata nel segno della rottura con il passato e dell’innovazione. Su cosa ha puntato la sua regia?
«C’è senza dubbio la volontà di rompere con certe prassi interpretative di questo titolo così rappresentato e dell’Opera più in generale; sul termine “innovazione” credo invece di dover essere più cauto: il punto di partenza per il nostro team creativo è stata infatti la ricerca di un approccio “virgineo” al testo, di una libertà dai condizionamenti, dalle stanche abitudini nate dalla più che secolare frequentazione del pubblico con questo titolo. Ci siamo resi conto che “La Traviata” di Verdi, al pari della sua protagonista Violetta, porta il peso di un’aspettativa, in definitiva di un pregiudizio che accompagna ogni spettatore in sala».

Una regia che in qualche modo riscatta il ruolo di vittima di Traviata?
«Vogliamo liberare il personaggio di Violetta da una certa aura idealizzata di eroina romantica alla quale la tradizione ci ha abituati. C’è in lei una continua contraddizione fra le intenzioni e le azioni, fra le parole e i fatti, c’è una fragilità che è figlia di un pregiudizio certo esterno ma interiorizzato, intimamente creduto vero....
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Carla Parmigiani
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