Alessandro Prato, giovane regista cremonese, presenta al Filo la sua opera prima
Anni fa, al teatro “Filo” muoveva i primi passi come aspirante attore frequentando i corsi di recitazione organizzati da Beppe Arena. Ora è pronto a farvi ritorno nella veste di autore di un film, “Agrodolce” - di cui egli è sceneggiatore, regista oltreché interprete -, che segna il coronamento di un’esperienza professionale profondamente segnata dalla città di Cremona.
«Dalla città, certo, ma anche dalla sua provincia e dalla sua gente - puntualizza Alessandro Prato, giovane regista nato all’ombra del Torrazzo -. È ciò che conosco meglio, dunque mi è venuto naturale raccontarlo».
Un’opera certamente interessante, la sua (inserita, tra l’altro, nella programmazione del progetto “Cultura Partecipata” 2019 dell’Amministrazione Comunale), in cui a essere posta sotto un’immaginaria lente d’ingrandimento è l’esistenza di un gruppo di ragazzi - Marco, Tommaso, Paola e Cecilia: eccoli, i nomi dei quattro protagonisti - caratterizzata, proprio com’è il vivere quotidiano di ciascuno, da zone di luce e altre (inevitabilmente) di ombra. «Il titolo del film è tutto fuorché casuale e allude proprio a questo: alla doppia composizione della vita, gravida di soddisfazioni e di dolori...
«Dalla città, certo, ma anche dalla sua provincia e dalla sua gente - puntualizza Alessandro Prato, giovane regista nato all’ombra del Torrazzo -. È ciò che conosco meglio, dunque mi è venuto naturale raccontarlo».
Un’opera certamente interessante, la sua (inserita, tra l’altro, nella programmazione del progetto “Cultura Partecipata” 2019 dell’Amministrazione Comunale), in cui a essere posta sotto un’immaginaria lente d’ingrandimento è l’esistenza di un gruppo di ragazzi - Marco, Tommaso, Paola e Cecilia: eccoli, i nomi dei quattro protagonisti - caratterizzata, proprio com’è il vivere quotidiano di ciascuno, da zone di luce e altre (inevitabilmente) di ombra. «Il titolo del film è tutto fuorché casuale e allude proprio a questo: alla doppia composizione della vita, gravida di soddisfazioni e di dolori...
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Fabio Canesi

