Nuovo appuntamento con la rubrica "L'altro violino" di Roberto Codazzi
Cicerone diceva: “Non mi interessa se Cesare sia bianco o nero”, come a dire che l’uomo di cultura deve semplicemente fare del suo meglio, a prescindere dall’orientamento politico di chi lo comanda. In realtà nel corso dei secoli abbiamo imparato a capire che la politica ha sempre cercato di indirizzare le scelte culturali. Basti vedere - per arrivare ai nostri tempi - cosa succede alla Rai in occasione di ogni cambio di Governo, dove oltre ai responsabili delle varie testate giornalistiche cambiano anche i conduttori di quasi tutte le trasmissioni, anche di intrattenimento. Una tendenza che, a cascata, influisce anche sull’attività di teatri ed enti lirici, dove improvvisamente cominciano a lavorare di più direttori d’orchestra “di destra” piuttosto che “di sinistra”, e non perché impugnino la bacchetta con una mano piuttosto che con l’altra. In questo periodo per esempio ha avuto una improvvisa escalation Beatrice Venezi, figlia di Gabriele, facoltoso immobiliarista e già dirigente nazionale di Forza Nuova. E’ nota anche per essere protagonista, con la sua folta chioma bionda, dello spot pubblicitario di un prodotto contro la caduta dei capelli. Da una parte l’avvento del nuovo Governo di centrodestra le ha procurato una sacco di opportunità lavorative in più, dall’altro la stampa di sinistra ha iniziato a massacrarla e a recensire con molta più acrimonia le sue performance artistiche, in linea con uno stupidario collettivo che ormai corrisponde a dei cliché predefiniti...
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Roberto Codazzi

