Da Bellini a Beethoven, da Debussy a Bowie Omaggio in musica alla luna
Dal Cantico di San Francesco fino a Leopardi e D’Annunzio: la luna è stata fonte di ispirazione per tutte la arti. Inclusa, ovviamente, la Musica. Anche l’ascoltatore meno navigato rivolgerà il proprio pensiero a due pagine immortali: la cavatina “Casta Diva” dalla Norma belliniana - un’invocazione alla luna fatta nel bosco sacro alla sua divinità - e il primo movimento della Sonata in Do Diesis minore di Beethoven: il titolo di “Chiaro di luna” (Mondschein-Sonate) fu dato da Ludwig Rellstab, il quale paragonò la quiete del primo tempo al chiarore lunare che si diffonde nelle serate di calma sul lago dei Quattro Cantoni. Simile panorama sonoro per “Moonlight”, il terzo dei Four Sea Interludes (1945), dall’opera “Peter Grimes” di Benjamin Britten. Il collante è quasi sempre il medesimo: la luna, la cui luce “inargenta” ogni cosa - citiamo ancora il testo dell’opera belliniana - può evocare freddezza, solitudine, desolazione così come pace e quiete immobile. Secondo la teoria di Ippocrate uno dei quattro temperamenti, quello flemmatico, è influenzato dal nostro satellite. È così anche nella musica per balletto “Die vier Temperamente” (1940) di Paul Hindemith, un Tema con Variazioni ispirato alle associazioni formulate dal padre della medicina. Decisamente più celebre, soprattutto per l’inclusione nella colonna sonora...
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Stefano Frati

