Lo scandalo - Nelle botteghe centinaia di violini in bianco romeni e bulgari. Arrivano da Kazanlak e Reghin, costano tra 250 e 600 euro, vengono riverniciati e poi messi sul mercato. Serve un vero marchio di qualità che non sia solo una denominazione di origine
Vengono da due città dell’est, da tempo note per le loro fabbriche di strumenti musicali: Kazanlak, in Bulgaria e Reghin in Romania. Arrivano trasportati su camion carichi di legname destinato ai laboratori artigianali cremonesi.
I mercanti offrono prima i loro legni, poi, se il cliente non è soddisfatto, presentano i violini. Sono strumenti grezzi, semilavorati di tipo industriale prodotti in alcune note fabbriche del luogo. Ne arrivano centinaia ogni settimana da una paio d’anni a questa parte. Hanno ormai invaso ogni spazio. Un liutaio sa poi come adattarli in base alle proprie esigenze ed a quelle del mercato. Basta un ritocco un po’ qua e un po’ là secondo la propria esperienza, una mano di vernice e quel violino made in Cremona può essere messo tranquillamente in vendita all’ombra del Torrazzo. Il prodotto grezzo costa dai 250 ai 600 euro. Ma esistono anche violini finiti a non più di 800 euro...
I mercanti offrono prima i loro legni, poi, se il cliente non è soddisfatto, presentano i violini. Sono strumenti grezzi, semilavorati di tipo industriale prodotti in alcune note fabbriche del luogo. Ne arrivano centinaia ogni settimana da una paio d’anni a questa parte. Hanno ormai invaso ogni spazio. Un liutaio sa poi come adattarli in base alle proprie esigenze ed a quelle del mercato. Basta un ritocco un po’ qua e un po’ là secondo la propria esperienza, una mano di vernice e quel violino made in Cremona può essere messo tranquillamente in vendita all’ombra del Torrazzo. Il prodotto grezzo costa dai 250 ai 600 euro. Ma esistono anche violini finiti a non più di 800 euro...
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Fabrizio Loffi



