Grazie al tesoretto accumulato negli ultimi mesi la società ha ora una solidità finanziaria e patrimoniale sufficiente per valutare con calma le caratteristiche di un'aggregazione con Como, Monza e Brianza, da un lato, o con Verona e Vicenza, dall'altro, anche se non si esclude di poter dare vita, in tappe successive, ad una maxiutility lombardo-veneta da 2 miliardi di euro di fatturato.
Grazie al tesoretto accumulato negli ultimi mesi (in primavera il prestito da 50 milioni di euro sottoscritto con un gruppo di banche, all’inizio di novembre il finanziamento da 95 milioni ottenuto dalla Bei, giovedì scorso il collocamento di un bond da 300 milioni, ndr), Linea Group Holding, società partecipata da 250 comuni sparsi fra Cremona, Rovato, Lodi, Pavia e Crema, può guardare oggi al dossier aggregazioni con relativa calma. Fonti vicine al gruppo fanno sapere che il management è intenzionato a prendersi il tempo necessario per valutare nel dettaglio i dossier sul tappeto. Da un lato la possibile aggregazione con Agsm, multiutility del Veneto controllata dal comune di Verona con un giro d’affari di 660 milioni di euro (lo stesso di Lgh) che l’altro ieri è sembrata tornare prepotentemente in auge dopo il blitz in città del sindaco Tosi (ma in partita potrebbe anche entrare Aim Vicenza). Dall’altro il merger con Monza-Como e Brianza, ben visto dai mercati finanziari e al momento preferito anche dagli azionisti di Linea Group secondo quanto emerso dal sondaggio condotto in queste settimane dal management nei territori presidiati dalla multiutility del sud Lombardia. A far pendere la bilancia verso un’aggregazione tutta lombarda anche il capitolo legato alla governance che vede la struttura di Monza-Como e Brianza molto simile a quella di Linea Group, mentre la società veneta presenta un solo socio forte, il comune della città scaligera.
«Abbiamo chiesto ai tecnici di mostrarci i numeri prima di Natale» - dichiara il vicesindaco di Cremona, Roberto Nolli -. Per allora contiamo di avere le idee più chiare». Ciò che, invece, appare oggi poco probabile, è un’aggregazione che veda Linea Group unirsi sin da subito sia con Verona che con Monza-Como e Brianza. Non perchè non sia tecnicamente possibile o perchè non possa avere dei punti a favore sul fronte economico-finanziario ed industriale. Ma semplicemente perchè, fino ad ora, non è mai stata una concreta opzione sul tappeto in quanto il management ha studiato i dossier separatamente, valutando caratteristiche e ricadute di un matrimonio a due, e non a più soggetti. Questo significa che se anche dovesse arrivasse l’indicazione di valutare un’alleanza policentrica, il management dovrebbe iniziare il lavoro di analisi sostanzialmente da zero, o quasi, con un’inevitabile dilatazione dei tempi determinata anche dalla maggiore complessità di una tale operazione.
Tempi che, non si può dimenticare, risultano condizionati dalla scadenza elettorale, dato che Cremona e Pavia andranno al voto la prossima primavera...
«Abbiamo chiesto ai tecnici di mostrarci i numeri prima di Natale» - dichiara il vicesindaco di Cremona, Roberto Nolli -. Per allora contiamo di avere le idee più chiare». Ciò che, invece, appare oggi poco probabile, è un’aggregazione che veda Linea Group unirsi sin da subito sia con Verona che con Monza-Como e Brianza. Non perchè non sia tecnicamente possibile o perchè non possa avere dei punti a favore sul fronte economico-finanziario ed industriale. Ma semplicemente perchè, fino ad ora, non è mai stata una concreta opzione sul tappeto in quanto il management ha studiato i dossier separatamente, valutando caratteristiche e ricadute di un matrimonio a due, e non a più soggetti. Questo significa che se anche dovesse arrivasse l’indicazione di valutare un’alleanza policentrica, il management dovrebbe iniziare il lavoro di analisi sostanzialmente da zero, o quasi, con un’inevitabile dilatazione dei tempi determinata anche dalla maggiore complessità di una tale operazione.
Tempi che, non si può dimenticare, risultano condizionati dalla scadenza elettorale, dato che Cremona e Pavia andranno al voto la prossima primavera...
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