La laurea di oggi è «laboris causa». Gli impieghi premiano informatici e infermieri. Le storie di cinque ragazzi stranieri che arrivano dal Brasile, dalla Serbia, dalla Colombia, dalla Nigeria e dal Kenya che hanno scelto di perfezionarsi alla Cattolica di Cremona. La finestra sulla scuola del Salone dello Studente. Il caso della Stradivari, dello Stanga, dell'Istituto Einaudi e del Romani di Casalmaggiore
Giovani e mondo del lavoro. Un binomio che negli ultimi anni, complice la crisi economica globale, si è via via deteriorato, portando spesso con sé un grosso carico di aspettative deluse. La fotografia a livello nazionale, d’altronde, non è certo delle più rosee: sono oltre un milione e mezzo gli under 35 senza un’occupazione. Uno scenario tutt’altro che incoraggiante, ma che - se osservato bene - lascia intravedere un piccolo spiraglio di luce: sono infatti 47 mila i cosiddetti posti vacanti. Contratti già stampati che, però, non riescono a trovare un firmatario. In altre parole, figure professionali fortemente ricercate dalle aziende, che però sembrano mancare sul mercato del lavoro. E non pensiate che si tratti solamente di ingegneri super-specializzati: perché tra i più desiderati dalle imprese italiane ci sono programmatori ed esperti di software, ma anche cuochi, camerieri, sarti ed artigiani. Il mondo del lavoro, insomma, ha parlato: ora sta alla scuola rispondere in modo efficace.
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F. PIva



