Martina Allevi e le sue Giornate Mondiali della Gioventù. «Un respiro di fraternità»

Ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo, accomunati da un senso di fratellanza, sfoggiano le bandiere dei loro Paesi, colorando le città che ospitano le Giornate Mondiali della Gioventù. Martina Allevi, originaria di Misano di Gera d’Adda – in provincia di Bergamo e in diocesi di Cremona – e volontaria della Federazione Oratori cremonesi ha pertecipato a tre edizioni della GMG. «Quella di Lisbona è stata la mia terza GMG – spiega Martina –. La prima a cui ho partecipato è stata quella del 2011, a Madrid, e poi sono andata anche a Cracovia, nel 2016».
Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a partecipare a questi eventi mondiali?
«Ho sempre pensato che partecipare a una GMG potesse essere un grande respiro di fraternità, ed è veramente così. Ritrovarmi tra milioni di giovani provenienti da ogni angolo del mondo, tutti lì per lo stesso motivo, è qualcosa di indescrivibile. Non contavano le differenze di lingua, cultura o provenienza: ci capivamo con gli sguardi, con i canti, con la gioia di essere insieme»...
«Ho sempre pensato che partecipare a una GMG potesse essere un grande respiro di fraternità, ed è veramente così. Ritrovarmi tra milioni di giovani provenienti da ogni angolo del mondo, tutti lì per lo stesso motivo, è qualcosa di indescrivibile. Non contavano le differenze di lingua, cultura o provenienza: ci capivamo con gli sguardi, con i canti, con la gioia di essere insieme»...
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