Bellini nuovo segretario provinciale del Pd. «Le mie priorità: infrastrutture, suolo e questione demografica»
Velocità di pensiero e analisi profonda. Michele Bellini è un “marziano” che si aggira tra via Solferino, piazza Duomo, Corso Campi e fa su e giù per un territorio lungo e stretto, da Rivolta d’Adda a Spineda, da Casalmaggiore a Vailate. Non per costruire recinti. Per aprire cantieri, semmai. Orecchio teso - perché l’ascolto, finalmente, torna ad essere il carburante vero di una politica che vuol essere credibile - in una visione di ampio respiro, dal locale al globale e viceversa, perché «non possiamo prescindere dall’Europa e dal mondo» a cui siamo interconnessi.
Non è mai supponente il nuovo segretario provinciale del Pd. È ricco di una preziosa esperienza internazionale, questo sì, ma non usa mai il piglo di chi t’insegna e non ha più nulla da imparare. Bellini si è concesso il diritto a tornare a casa dopo oltre un decennio di lavoro nella politica “alta”. Torna perché Cremona è Europa, è mondo, è a un click da Bruxelles, è terreno su cui ridare dignità e valore alla polis né più né meno che Parigi, Roma o il Parlamento europeo.
Non è mai supponente il nuovo segretario provinciale del Pd. È ricco di una preziosa esperienza internazionale, questo sì, ma non usa mai il piglo di chi t’insegna e non ha più nulla da imparare. Bellini si è concesso il diritto a tornare a casa dopo oltre un decennio di lavoro nella politica “alta”. Torna perché Cremona è Europa, è mondo, è a un click da Bruxelles, è terreno su cui ridare dignità e valore alla polis né più né meno che Parigi, Roma o il Parlamento europeo.
Bellini, cominciamo da Donald Trump, intenzionato a chiudere un accordo a due sull’Ucraina. Che rischi comporta questa pace forzata? Che ruolo può ritagliarsi l’Europa?
«Il presidente americano si muove in modo unilaterale. È il ricatto a cui non dobbiamo cedere. Il grande paradosso è che chi si professa nazionalista e populista in Europa, in realtà si sta prestando al dividi et impera di Trump, che diminuisce il nostro potere. La tregua è una cosa che vogliamo tutti, ma attenzione: le soluzioni che Trump propone hanno un respiro duraturo? Puoi avere un’iniziale sensazione che il caos diminuisca, ma si rischia, col tempo, che il quadro peggiori»...
«Il presidente americano si muove in modo unilaterale. È il ricatto a cui non dobbiamo cedere. Il grande paradosso è che chi si professa nazionalista e populista in Europa, in realtà si sta prestando al dividi et impera di Trump, che diminuisce il nostro potere. La tregua è una cosa che vogliamo tutti, ma attenzione: le soluzioni che Trump propone hanno un respiro duraturo? Puoi avere un’iniziale sensazione che il caos diminuisca, ma si rischia, col tempo, che il quadro peggiori»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 20 FEBBRAIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Cristiano Guarneri

