La storia di san Valentino: vescovo di Terni a soli 20 anni, campione di carità e umiltà, fu noto per i suoi miracoli
È considerato il patrono degli innamorati: san Valentino martire nacque a Terni nel III secolo d.C. Probabilmente fu esponente della famiglia senatoria dei Simmachi e divenne Vescovo della città appena ventenne. Come pastore d’anime, fu noto per la sua carità, per la sua dolcezza e per la sua umiltà. Si dice che riappacificasse anche le coppie.
La tradizione cita un episodio: un giorno il prelato incontrò per strada due fidanzati, intenti a litigare tra di loro. A quel punto mise nelle loro mani una rosa e raccomandò loro di trattarla con cura per non pungersi. Recitò poi una preghiera. I due si rasserenarono e, dopo qualche tempo, tornarono da lui per annunciargli il loro matrimonio.
In un’altra occasione si rivolse a lui un legionario pagano, innamoratosi di una donna cristiana. La loro unione era contrastata dai genitori della giovane. Allora Valentino battezzò il soldato e sposò i due fidanzati.
Il Vescovo svolse con zelo il proprio apostolato e compì diversi miracoli. Notizie della sua fama giunsero fino a Roma, dove venne chiamato da un filosofo greco, il ricco Cratone, per chiedergli di guarire il figlio Cheremone, afflitto da una patologia neurologica gravissima, che lo costringeva a vivere rannicchiato su sé stesso, impedendogli di muovere i muscoli, lingua compresa. Nessun medico fino a quel momento era riuscito a guarirlo. Se Valentino lo avesse risanato, Cratone gli promise in cambio metà di tutti i suoi beni...
La tradizione cita un episodio: un giorno il prelato incontrò per strada due fidanzati, intenti a litigare tra di loro. A quel punto mise nelle loro mani una rosa e raccomandò loro di trattarla con cura per non pungersi. Recitò poi una preghiera. I due si rasserenarono e, dopo qualche tempo, tornarono da lui per annunciargli il loro matrimonio.
In un’altra occasione si rivolse a lui un legionario pagano, innamoratosi di una donna cristiana. La loro unione era contrastata dai genitori della giovane. Allora Valentino battezzò il soldato e sposò i due fidanzati.
Il Vescovo svolse con zelo il proprio apostolato e compì diversi miracoli. Notizie della sua fama giunsero fino a Roma, dove venne chiamato da un filosofo greco, il ricco Cratone, per chiedergli di guarire il figlio Cheremone, afflitto da una patologia neurologica gravissima, che lo costringeva a vivere rannicchiato su sé stesso, impedendogli di muovere i muscoli, lingua compresa. Nessun medico fino a quel momento era riuscito a guarirlo. Se Valentino lo avesse risanato, Cratone gli promise in cambio metà di tutti i suoi beni...
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Mauro Faverzani

