Volontariato. Giorgio Reali (CSV Lombardia Sud: «Per le piccole e piccole realtà è difficile partecipare ai bandi per progetti»
Da trent’anni si occupa di volontariato, militando in diverse associazioni e rivestendo ruoli a vari livelli territoriali: «È stata ed è un’esperienza di crescita personale», afferma Giorgio Reali, che oggi è consigliere referente territoriale per Cremona di CSV-Lombardia Sud ETS.
Le cifre dicono che in sei anni l’Italia ha perso 900mila volontari. Si può parlare di crisi?
«Queste cifre possono essere differenti a seconda della fonte. Oggi il volontariato, specialmente giovanile, è cambiato: è rimodulato nell’attivarsi, come per esempio nel servizio civile, nei progetti a termine, nella partecipazione a manifestazioni sportive e ludiche o in supporto a eventi come alluvioni e terremoti. Qualche dato per Cremona: 856 associazioni sono iscritte al RUNTS, oltre, ad esempio, alle circa 500 associazioni sportive dilettantistiche, alle associazioni di tipo culturale non iscritte al registro nazionale. Inoltre, esiste tutto un mondo informale di esperienze di volontariato: gruppi parrocchiali, comitati di quartiere, comitati di genitori. Tutti questi sfuggono alle statistiche ufficiali. A Cremona constatiamo una tenuta generale e, come Csv, supportiamo ogni mese la costituzione di una o due associazioni nuove».
Cremona ha sempre avuto una forte presenza di volontariato…
«Le associazioni, ma il Terzo settore in generale, sono veramente un grande patrimonio, in ogni campo. Le piccole realtà, specialmente nei paesi, sono una grande risorsa, ma vanno sostenute ed accompagnate anche dalle istituzioni. Possiamo dire che il nostro territorio tiene e cerca nuove modalità di mettersi a disposizione di chi ha bisogno, anche con progettazioni nuove e inedite. Il Terzo settore in generale cerca di dare un sostegno con i propri mezzi e le proprie competenze».
«Queste cifre possono essere differenti a seconda della fonte. Oggi il volontariato, specialmente giovanile, è cambiato: è rimodulato nell’attivarsi, come per esempio nel servizio civile, nei progetti a termine, nella partecipazione a manifestazioni sportive e ludiche o in supporto a eventi come alluvioni e terremoti. Qualche dato per Cremona: 856 associazioni sono iscritte al RUNTS, oltre, ad esempio, alle circa 500 associazioni sportive dilettantistiche, alle associazioni di tipo culturale non iscritte al registro nazionale. Inoltre, esiste tutto un mondo informale di esperienze di volontariato: gruppi parrocchiali, comitati di quartiere, comitati di genitori. Tutti questi sfuggono alle statistiche ufficiali. A Cremona constatiamo una tenuta generale e, come Csv, supportiamo ogni mese la costituzione di una o due associazioni nuove».
Cremona ha sempre avuto una forte presenza di volontariato…
«Le associazioni, ma il Terzo settore in generale, sono veramente un grande patrimonio, in ogni campo. Le piccole realtà, specialmente nei paesi, sono una grande risorsa, ma vanno sostenute ed accompagnate anche dalle istituzioni. Possiamo dire che il nostro territorio tiene e cerca nuove modalità di mettersi a disposizione di chi ha bisogno, anche con progettazioni nuove e inedite. Il Terzo settore in generale cerca di dare un sostegno con i propri mezzi e le proprie competenze».
Quali forme di volontariato sono più richieste sul territorio?
«Non ci sono ambiti migliori di altri: ci sono bisogni e risposte diverse. Assistiamo a un invecchiamento delle nostre comunità e, di conseguenza, più servizi dedicati a 360°. Non trascurerei però i tanti progetti, che vedono i giovani protagonisti: il settore dello sport dilettantistico ha tanti volontari, l’ambito della salute, dell’ambiente, della cultura, dell’assistenza sociale, della protezione civile, della tutela degli animali e dell’ambiente, la tutela dei diritti. Tutti concorrono per le proprie (...)».
«Non ci sono ambiti migliori di altri: ci sono bisogni e risposte diverse. Assistiamo a un invecchiamento delle nostre comunità e, di conseguenza, più servizi dedicati a 360°. Non trascurerei però i tanti progetti, che vedono i giovani protagonisti: il settore dello sport dilettantistico ha tanti volontari, l’ambito della salute, dell’ambiente, della cultura, dell’assistenza sociale, della protezione civile, della tutela degli animali e dell’ambiente, la tutela dei diritti. Tutti concorrono per le proprie (...)».
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Mauro Faverzani

