Elezioni Europee e Amministrative sabato 8 e 9 giugno: rinnovo per 87 giunte, ma quelle per Bruxelles sono poco “sentite”
Il nemico più pericoloso è quello che vince da troppo tempo: l’astensione. Tra sabato 8 e domenica 9 giugno, quanti resteranno a casa? Perché? Sono delusi in generale, sono scontenti delle istituzioni, o dei candidati in corsa? Non credono più nella possibilità della Politica di “cambiare le cose”? Quale che sia la ragione – che andrà indagata – il rischio dell’astensionismo è alto.
Nel comune di Cremona gli elettori sono 56.458 (29.540 donne e 26.918 uomini). Numeri sostanzialmente identici a quelli del 2019, quando il totale era 56.470. Cinque anni fa la percentuale dei votanti fu alta: 67,19%, con un calo significativo, tuttavia, al secondo turno, quando i votanti scesero al 55,49%.
Il rischio che ci sia una cospicua fetta di elettori che disertino le urne è alto nel caso delle elezioni Europee, competizione poco sentita perché sull’Ue pesa – erroneamente – la considerazione di essere poco incisiva sulla vita di tutti i giorni. Invece, dall’Europa dipendono decisioni che hanno riflessi importanti su tanti ambiti. Basti pensare alla Direttiva “Case green”, che imporrà ai cittadini dei 27 Paesi – per fortuna in un tempo congruo – la riqualificazione dei propri edifici per abbattere il consumo energetico e la produzione di Co2. Altro che decisioni lontante dalla vita (e dalle tasche) dei cittadini!
È probabile, tuttavia, che la concomitanza con il rinnovo delle amministrazioni in tanti comuni (3.715 su 7.896 in Italia, di cui 87 nella nostra provincia) possa fungere da “traino” al voto in Europa. L’elezione del sindaco è notoriamene più sentita, con candidati più facilmente incontrabili, più direttamente coinvolti in tutte le dimaniche di una città, da quelle più complesse a quelle più semplici. La campagna elettorale su Cremona, nel suo complesso, si è concentrata poco sulla proposta di (...).
Nel comune di Cremona gli elettori sono 56.458 (29.540 donne e 26.918 uomini). Numeri sostanzialmente identici a quelli del 2019, quando il totale era 56.470. Cinque anni fa la percentuale dei votanti fu alta: 67,19%, con un calo significativo, tuttavia, al secondo turno, quando i votanti scesero al 55,49%.
Il rischio che ci sia una cospicua fetta di elettori che disertino le urne è alto nel caso delle elezioni Europee, competizione poco sentita perché sull’Ue pesa – erroneamente – la considerazione di essere poco incisiva sulla vita di tutti i giorni. Invece, dall’Europa dipendono decisioni che hanno riflessi importanti su tanti ambiti. Basti pensare alla Direttiva “Case green”, che imporrà ai cittadini dei 27 Paesi – per fortuna in un tempo congruo – la riqualificazione dei propri edifici per abbattere il consumo energetico e la produzione di Co2. Altro che decisioni lontante dalla vita (e dalle tasche) dei cittadini!
È probabile, tuttavia, che la concomitanza con il rinnovo delle amministrazioni in tanti comuni (3.715 su 7.896 in Italia, di cui 87 nella nostra provincia) possa fungere da “traino” al voto in Europa. L’elezione del sindaco è notoriamene più sentita, con candidati più facilmente incontrabili, più direttamente coinvolti in tutte le dimaniche di una città, da quelle più complesse a quelle più semplici. La campagna elettorale su Cremona, nel suo complesso, si è concentrata poco sulla proposta di (...).
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Cristiano Guarneri

